Lamezia Terme, 17 aprile 2013 - “Da quando la strada che girava intorno alla vecchia villa di piazza Mazzini è chiusa, molti negozi stanno chiudendo o sono costretti a spostarsi”. E’ quanto denuncia il portavoce del Movimento Labor Lamezia, Pasquale Scaramuzzino, raccogliendo “le numerose segnalazioni giunte nella sede di Labor da tantissimi cittadini stanchi, non solo della lungaggine dei lavori e dei relativi disagi, ma anche da un progetto che lascia decisamente a desiderare dal punto di vista urbanistico e della viabilità, soprattutto laddove i marciapiedi sono sproporzionatamente grandi rispetto al resto dell’assetto stradale restringendo di fatto la carreggiata.
Inoltre - prosegue Scaramuzzino - in tutta l’area posta in ristrutturazione, la diminuzione del numero dei parcheggi porterà sicuramente ad una diminuzione del giro d'affari delle attività commerciali presenti. Ciò si aggiunge ad un periodo di crisi economica generalizzata. E' evidente dunque che se si chiude una strada i corridoi commerciali si spostano. Inoltre bisogna considerare che le strade che arrivano a piazza Mazzini convogliano molto del flusso di autoveicoli che provengono dalle aree nord della città e dalle zone montane limitrofe ad esse. Da tempo il “Comitato Piazza d’Armi” aveva prospettato tali problemi, sottoponendoli all’attenzione del sindaco e del Consiglio comunale. Anche con una petizione di oltre 600 firme di cittadini per la salvaguardia della villa, del verde, della memoria storica della piazza. Per questo è indispensabile trovare una soluzione ottimale, condivisa e partecipata. Per questo Labor Lamezia - aggiunge Scaramuzzino - vuole aprire un tavolo di confronto e di ascolto, non solo tecnico ma anche sociale, per chiedere, insieme agli operatori commerciali, ai cittadini ed al contesto produttivo di questa importante zona della città, alla nostra Amministrazione, di rivedere e rendere più efficace la viabilità e le strategie economiche di piazza Mazzini. Una città che – stigmatizza il portavoce di Labor - in mano al centrosinistra sta lentamente sprofondando nella mediocrità e nel declino più assoluto. Lamezia esige di una sistema territoriale integrato che sappia rinnovare le sue aree commerciali, che sia in grado di arricchire e rinforzare gli aspetti economici, turistici, sociali, culturali, ambientali; un nuovo contesto urbano di responsabilità e di efficienza e non di povertà e di declino. Ma per fare questo - conclude Scaramuzzino - c’è bisogno di un sindaco e di una amministrazione capaci, determinati e soprattutto consapevoli che le continue controversie tra sindaco e Pd, risultante del tracollo della classe politica che ci governa, non fanno altro che aumentare lo stato di abbandono e di decadimento in cui versano le attività economiche e produttive della nostra città, un tempo fiore all’occhiello del lametino e dell’intera provincia catanzarese”.