Lamezia Terme, 29 gennaio 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. E’ ormai chiaro, anche agli sprovveduti,che la Sacal, ente gestore dell’aeroporto di Lamezia, non ha capito niente in materia di rapporti con il personale, ma più che la società come tale, chi non riesce a quadrare i rapporti sono i suoi dirigenti, quelli, per intenderci dello "Speziali Due" e del dopo, nei loro prolungamenti di scelta, senza procedere alla nomina di un nuovo che sia tale e che risponda alle caratteristiche tecnico-sociali.
La “Pietra” che sta per cadere sulla testa di questi personaggi e, per causa loro, sull’ente handling, uno sciopero di contestazione e di protesta, proprio per i comportamenti ambigui e fuori dalle regole e dalle norme, messi in essere in questi ultimi tempi. Uno scarico costante di responsabilità nel trincerarsi dietro un silenzio sempre più colpevole, ma infranto soltanto per conferenze e dibattiti per discutibili compagnie pagate dalla regione e dalle nostre tasche. Nessuna voce chiarificante alle proteste della base, mancano dati precisi sul futuro societario e occupazionale per la presenza di altre società di gestione sul sedime aeroportuale in base al superamento di quella soglia passeggeri molto sospetta, non è stata rispettata la formula di chiamata a completamento organici che poteva e doveva essere supplita dalla conferma dei part-time e della riconferme definitiva dei contrattisti a termine,sono totalmente scaduti i rapporti industriali per una scelta aziendale, nel timore di dover ammettere pubblicamente le proprie colpe e responsabilità, una dirigenza, con l’ex-presidente a capo cordata, che con il comportamento passivo e deficitario ha favorito la possibilità di acquisizione della società da parte privata, fatto altamente dannoso per quello che ancora è da considerare un effettivo bene pubblico e collettivo. La salvaguardia della struttura, la sua proiezione al futuro, il suo indice di produzione volo futuribile e futuristica, non ha trovato e non trova nell’odierno, un gradiente di comprensione tecnica e di vero interesse da parte della politica, regionale, provinciale e cittadina, al di fuori delle poche grida lanciate, forse, per esclusivo motivo elettoralistico, mentre il “Bel giocattolo volo” va in rovina, incacrenendosi sempre di più per gli errori di chi non ne ha veramente interpretato il suo indirizzo possibilistico di vero veicolo per il turismo e per l’economia. Noi dell’Ugl Trasporto aereo, nell’ottica di democrazia che ci ha sempre distinti, concordiamo e aderiamo senza timori e problemi allo sciopero indetto della sigla Usb, ricordando che le metodologia di riconoscimento e convocazione per i non firmatari di CCNL, sono molteplici, in parte dipendono dalla disponibilità confederata, in qualunque modo non può essere disattesa una richiesta di altra sigla, sarebbe istruttivo che la dirigenza dell’Ente riaprisse le proprie conoscenze per un ulteriore formazione di conoscenza degli scenari nuovi e delle loro regole. Invitiamo anche le altre sigle ad aderite all’azione di forza con l’astensione dal lavoro, considerando il silenzio passivo della società messo in essere. Non si può più continuare a chinare il capo aspettando, pazientemente, risposte che non arrivano, bisogna ricordare sempre che l’aeroporto è un bene comune e i lavoratori sono i veri rappresentanti della sua funzione.
Giovanni Andricciola, Giuseppe Di Cello, Gianfranco Turino
Segreteria Regionale Ugl Trasporto Aereo Calabria