Lamezia Terme, 11 gennaio 2013 - "Ci vuole una forte dose di coraggio e mancanza di pudore", dice Miletta di Sel, nel replicare a Pasqualino Ruberto. Che dire? Effettivamente ci vuole davvero una faccia di bronzo senza alcuna vergogna nel parlare a nome e per conto di un partito che guida, attraverso il suo sindaco Speranza, una Giunta non solo incapace politicamente e amministrativamente di risolvere i problemi della città, quanto intrisa del più bieco e spregiudicato "inciucio" della storia lametina. Miletta dovrebbe sapere che è stata la Giunta Loiero a stabilire i parametri per i compensi negli Enti sub-regionali identici anche per quanti, come l’attuale vicesindaco (peraltro l’unica mente pensante nell’attuale Amministrazione comunale), ricoprivano un ruolo all’interno del Cda della Field. Mentre il presidente Ruberto fa funzionare, e bene, la Fondazione che dirige (il suo predecessore non percepiva compenso perché Direttore generale del dipartimento Bilancio e quindi non poteva avere altri compensi), Miletta ha il coraggio di auto-stipendiarsi per tenere la città sporca. Dire che l'emergenza rifiuti esiste in tutta la Calabria è, evidentemente, oltremodo stucchevole e non convince nemmeno i bambini. Lamezia ha svenduto il suo territorio e la sua discarica in 17 anni di governi di centrosinistra. E questo è un dato inconfutabile. Se Lamezia è sommersa dalla spazzatura la colpa è solo ed esclusivamente del centrosinistra che ha amministrato questa città e che non ha saputo progettare altre soluzioni per tempo. Oltretutto, prima del sua gestione, la Multiservizi godeva di buona salute, tanto da essere una tra le migliori aziende a partecipazione del Mezzogiorno; mentre con la gestione Miletta si trova attualmente sull’orlo del fallimento. Tornare poi sullo scioglimento del Consiglio comunale all'epoca della Giunta Scaramuzzino fa solo ridere i cosiddetti "polli". Il solito e indomabile burattinaio che sta dietro a Miletta, Speranza e quel poco che Sel rappresenta, tira fuori un passaggio del decreto di scioglimento (ripreso in modo pedissequo) del tutto insignificante giacché la “confusione” contabile alla quale si fa riferimento era stata accertata da una commissione del ministero dell’Interno ancora prima dell’insediamento della Giunta Scaramuzzino. Invece di riflettere e chiedere scusa ai lametini per come è ridotta la città, Sel torna su argomenti di facile presa demagogia, mentre farebbe bene a riflettere riguardo ai “soli” 500 voti a sostegno di Vendola alle Primarie , per giunta propagandati con manifesti che ne hanno attestato il ridicolo dato. Comprendiamo comunque lo stile di Sel e di Miletta perché incapaci di dare risposte ai lametini in termini di sviluppo a cominciare dalla questione del Porto, della Fiera, del Psc, delle Terme, delle periferie abbandonate e quant’altro. La città vuole crescere, diventare adulta, apprendere, quantificare il suo potenziale di sviluppo. Liberateci da questa penitenza. Questo sarebbe veramente fare il “bene comune”. E' davvero arrivato il momento di adoperarsi per il "bene comune". Come? Sindaco, Miletta e amici di Sel dimettetevi e andate a casa per manifesta incapacità.
Pasquale Scaramuzzino
Alessandro Cordiano
Movimento Labor Lamezia
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La nota di Fernando Miletta (Sel)
Cosa non si fa pur di acquisire ulteriore credito davanti al governatore Scopelliti e magari mantenere una rilevante postazione in un ente sub regionale a rischio soppressione. Solo, in questo contesto, possiamo spiegarci l’intervento pubblico di Pasqualino Ruberto del Movimento “Labor” che disquisisce in merito alla forte, ma comunque, pubblica e trasparente discussione tra il PD e SEL.
Ci vuole una forte dose di coraggio e mancanza di pudore nell’individuare nell’Amministrazione comunale lametina le responsabilità della situazione economica che, anche la nostra città, sta vivendo. Eppure si tratta dello stesso Pasqualino Ruberto che ha ricoperto nella giunta Scaramuzzino, sciolta per mafia, l’incarico di assessore al bilancio e della cui opera è rimasta traccia nel decreto di scioglimento giustificato anche dal seguente passaggio:” ….al precipuo scopo di evitare ogni possibile permeabilità dell’ente all’influenza della malavita organizzata, che trova nella situazione amministrativa-contabile dell’ente, caratterizzata da diffuso disordine nella tenuta degli atti, nella ripartizione dei compiti e nella inadeguata utilizzazione del personale, l’humus favorevole ad ogni forma di interferenza”. Si tratta, ancora, dello stesso Pasqualino Ruberto salito, il mese scorso, alla ribalta della stampa nazionale per la sua nomina, su indicazione diretta guarda caso di Scopelliti, alla presidenza della Fondazione “Calabria Etica” e per aver stabilito autonomamente il suo stipendio mensile in 5100 euro ed essersi auto- liquidato le relative spettanze per 133.600 euro lordi annui oltre al rimborso delle spese, mentre i suoi predecessori ricoprivano l’incarico a titolo gratuito. E’ lo stesso Pasqualino Ruberto, focoso sostenitore del governatore Scopelliti, che strumentalmente ignora il fallimento politico del centrodestra regionale nonché di quello amministrativo con servizi allo sfascio e sanità sempre più svenduta ad interessi privati, la grave situazione occupazionale che ha fatto registrare record negativi senza precedenti, la deturpazione dell’ambiente e del territorio, l’invasione incontrollabile dei rifiuti, l’incapacità di spendere i cospiscui fondi europei che restano inutilizzati se non addirittura revocati.
E’ sempre lo stesso Pasqualino Ruberto, sostenitore a fasi alterne pure del progetto politico di Berlusconi, che a capo di “Calabria Etica” ha gli occhi chiusi e la lingua paralizzata di fronte allo scempio morale che il centrodestra ha fatto delle massime istituzioni calabresi.
Nessuno lo ha sentito pronunciarsi sugli arresti di ben tre consiglieri regionali delle liste Scopelliti e PdL per reati gravissimi o sulle innumerevoli indagini che vedono coinvolti amministratori e consiglieri regionali.
Evidentemente preferisce esibizioni muscolari a livello locale ed eclissarsi quando si tratta di valutare quanto avviene a livello regionale e nel suo stesso schieramento politico senza avvertire l’imbarazzo di rappresentare una Fondazione Etica che, nel quadro del decadimento morale dei suoi alleati, è un chiaro ossimoro della realtà evidente a tutti i calabresi.
Fernando Miletta
Coordinatore Prov.Le Catanzaro