Lamezia Terme, 5 gennaio 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. L'onorevole Lo Moro, nella sua conferenza stampa dopo le primarie, ha avuto la consueta amabilità di occuparsi dell'Amministrazione comunale guidata da Gianni Speranza. Ha detto che non è un'Amministrazione di centrosinistra e che il Pd non può appoggiarla. Parole, se non vogliamo giudicarle offensive, quantomeno molto distratte verso i molti assessori che nella Giunta predetta una storia di sinistra ce l'hanno, eccome, o che hanno dichiarato di votare per lo stesso partito della Lo Moro: parliamo di Gianni Gallo di Città, di Rosario Piccioni di Sel, di Enzo Cittadino storico esponente del Pci e dei Ds ed elettore del Pd, della dott.ssa Abramo anche lei dichiarata elettrice del Pd alle primarie; naturalmente senza parlare del sindaco, la cui storia di sinistra nasce quando l'onorevole Lo Moro portava la minigonna. Insomma il 60 per cento della Giunta è fatta senza equivoci da persone di sinistra, anche molto. La Crimi poi è stata eletta con una lista civica che portava il nome del sindaco e il vice Cicione quella lista ha sostenuto con forza ed impegno durante la campagna elettorale: entrambi hanno partecipato alle primarie del centrosinistra e sottoscritto la dichiarazione che li impegna a votare questo schieramento alle prossime elezioni. Questi sono i fatti. Possiamo poi aggiungere, se proprio vogliamo parlare di centrosinistra, che il profilo cromatico delle Giunte della Lo Moro negli anni ´90 era tutt'altro che netto: tutte persone rispettabili, come del resto i collaboratori di Speranza, ma con sfumature politiche variabili e non sempre di centrosinistra. Nella stessa conferenza l'onorevole poi se la prende con le autocandidature e i giovani, colpevoli di farle concorrenza, ma avrebbe dovuto guardare invece con più attenzione al dato della sua città che le riserva solo 370 voti mentre ne consegna di più alle altre due candidature femminili, di cui una non lametina. Altri parlamentari anche calabresi hanno ottenuto risultati ben più consistenti nella loro città. Se poi approfondisse lo sguardo si accorgerebbe che a Lamezia proprio l´apporto dei renziani, che sostengono la giunta Speranza con convinzione e lealtà, le ha permesso di non finire sconfitta nella sua città da altre candidature femminili.Ciò basterebbe ad imporre maggiore prudenza rispetto alla autocelebrazione di presunti successi: anche perché qualcuno potrebbe poi leggere anche il dato di certe zone e di certi seggi, come a Catanzaro lido, e farsi sorgere forte il sospetto che solo un tacito accordo con Amato, figura notoriamente molto caratterizzata a sinistra (!), ha permesso a Lo Moro di incamerare quei voti che la sua città le ha negato. Alla luce di tutto ciò un supplemento di riflessione non farebbe male all´analisi, come sempre un tantino frettolosa, dell´onorevole; forse, se i dati sono questi, la sua azione di politico e di parlamentare del centrosinistra può avere lasciato più di un margine di dubbio proprio negli elettori di quel centrosinistra, strumentalmente evocato, e che l'ex sindaco evidentemente fatica non poco a rappresentare.
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Lamezia Terme