Lamezia Terme, 4 gennaio 2013 - Mi ero ripromesso di non intervenire nella polemica becera di alcuni esponenti del Pd nei confronti del sindaco Speranza. Ma considerato che dopo le primarie ci stato il pronunciamento presuntuoso e arrogante della dott.ssa Lo Moro, non mi sento più di tacere. Intanto la suddetta farebbe bene a domandarsi perché nella città in cui ha amministrato per otto anni, dopo essere stata per più di un anno e mezzo assessore regionale alla Sanità e per cinque anni parlamentare, raccoglie alle primarie del suo partito solo 350 voti. Colpa delle troppe donne candidate o piuttosto altro? Non intendo in questa sede entrare nel merito problemi non risolti elencati dal segretario Barbieri che sarebbero alla base della sua presa di posizione contro il sindaco Speranza. A lui desidero dire che per il ruolo che ricopre e per essere espressione del maggiore partito della coalizione, dovrebbe dimostrare più equilibrio, non tanto per rispetto verso l’Amministrazione, il Sindaco e gli Assessori, quanto nei confronti dei tanti dirigenti e militanti PD che non condividono le sue scelte contraddittorie (o le non scelte di merito ) e che restano sgomenti per le parole offensive e dure usate. Mi preme invece affrontare ora il tema del presunto “tradimento” del Sindaco rispetto all’impegno assunto davanti agli elettori più volte ribadito e mai modificato anche in presenza dell’opportunità di candidarsi alla Camera. Barbieri non ha memoria, o si è fidato di suggeritori interessati, altrimenti si sarebbe ricordato che nel suo partito ripetuti sono stati i “tradimenti” e che di “peccatori o peccatrici” ce ne sono tanti. Desidero parliamone di qualcuna a titolo personale senza coinvolgere ne Sindaco ne Sel. Nel 1998, nuove elezioni amministrative con il sistema di elezione diretta del Sindaco inaugurato nel 1993. Si raggiunge un accordo a conclusione di una tesa riunione alla Direzione Nazionale del Pds a Roma: riconferma della candidatura della Sindaca uscente e, a consultazione avvenuta, elezione a Presidente del Consiglio del capolista PDS. Accordo violato. Dopo manovre e accordi trasversali, elezione invece di un esponente dell’opposizione.Nel 1999, elezioni europee. La Sindaca, dopo poco più di un anno dalla elezione al Comune,si candida. Prima dei non eletti dopo una campagna elettorale tutta giocata con l’obiettivo della sua elezione e a danno dell’on. Napoletano ( per la prima volta nella storia del PCI – PDS, i fac-simili prodotti e largamente diffusi dalla Federazione, contenevano già stampigliato il solo nome della Sindaca e non anche quello di Napoletano, come da indicazioni decisi democraticamente dal partito). Nel 2001, elezioni politiche. La Sindaca si dimette dalla carica per candidarsi alla Camera nel collegio di Lamezia Terme. Bocciata dagli elettori e superata dal candidato di Forza Italia che in Città la sorpassa di circa 5.000 voti. Sciolto quindi il Consiglio e nomina di un Commissario di Governo che amministra fino all’insediamento del nuovo sindaco Scaramuzzino. Le elezioni politiche e amministrative avvengono in contemporanea. Nel 2005, la suddetta non più sindaco, non eletta deputata europeo e nemmeno deputata nazionale, si candida alla Regione. Viene eletta e, dal Presidente della Giunta on. Loiero, nominata Assessore Regionale alla Sanità. Non si accorge per due anni dell’enorme buco della sanità calabrese, anzi lo nega impedendo così alla Regione di usufruire dei benefici della legge per la copertura a totale carico dello Stato dei debiti del settore sanitario. Elabora un piano per la salute che per Lamezia Terme prevede quanto era già stato deciso dal Consiglio Regionale all’epoca dell’Assessore Luzzo, il famoso trauma center, ma gli passa sotto il naso – così sostiene - un emendamento che sopprime l’Azienda Sanitaria di Lamezia Terme. Nel 2008, dopo appena due anni dalle elezioni regionali, sempre la suddetta si candida alla Camera. Viene quindi “nominata”, perché si vota con il “porcellum”, cioè con le liste bloccate senza preferenze. Cosa che si ripeterà anche il prossimo febbraio. E mi fermo qui. A Barbieri e a quanti nei giorni scorsi hanno tuonato contro Speranza definendolo “traditore”, vorrei suggerire che è sempre pericoloso attribuire ad altri comportamenti riprovevoli propri o di chi ti è amico e/o sostenitore. C’è sempre chi, come il sottoscritto, è pronto a rinverdire la memoria agli smemorati di turno. Altri esempi simili si potrebbero citare come quello di un altro dirigente PD che dopo avere girato le “sette chiese politiche” voleva entrare in Sinistra Democratica. Ma qui, non trovo accoglienza perché chi è abituato a “dare le carte”, non può accettare di confrontarsi con gli altri e a rispettare le decisioni collegialmente assunte.
Costantino Fittante*
Sel Lamezia Terme