Lamezia Terme, 13 ottobre 2012 - "Il comma 2 dell’art.17 del decreto legge del 6 luglio 2012 n.95, convertito dalla legge 7 agosto 2012 n.135, stabilisce che il riordino delle province deve rispettare due parametri ben precisi: la superficie provinciale di almeno 2.500 chilometri quadrati ed una popolazione di almeno 350.000 abitanti". Così, Francescantonio Mercuri, presidente dell'Associazione Lamezia Libera. "Allo stato attuale - prosegue - in Calabria le Provincie da sopprimere sono Crotone e Vibo Valentia, che possono essere definite le due ex costole della provincia madre di Catanzaro. Questo è il momento giusto affinché la città di Lamezia Terme, (la terza città della Calabria per popolazione e per estensione territoriale, la più importante per le sue infrastrutture di trasporto, per la sua area industriale più grande del Mezzogiorno e per la sua posizione centrale e strategica che occupa all’interno della Regione), possa avere voce in capitolo affinché si realizzi quel sogno, di tanti anni or sono, di elevare la città della Piana ad Ente intermedio. La Regione entro il 23 ottobre p.v., sentito il parere del Consiglio delle autonomie locali (Cal), dovrà inviare una proposta al Governo centrale in merito al riordino delle future Provincie calabresi. Lamezia merita e pretende di essere inserita in questo piano di riordino provinciale. Pertanto, tutti i politici lametini e vibonesi insieme, dai consiglieri comunali ai parlamentari, devono impegnarsi a fondo e lavorare in sinergia tra di loro affinché si realizzi la grande provincia del Tirreno, che comprenda l’attuale provincia di Vibo Valentia, la città di Lamezia Terme con il suo comprensorio e parte della provincia di Cosenza che si affaccia sul mar Tirreno. Solo e soltanto seguendo questa strada si potrà evitare la soppressione della provincia vibonese, si potrà far rinascere la città della Piana e valorizzare l’intera costa tirrenica centrale. E’ necessario e urgente che le classi politiche di Lamezia e Vibo si siedano ad un tavolo per discutere su come organizzare il nuovo ente intermedio e su come dislocare i diversi uffici e istituzioni all’interno delle due maggiori città, nel caso si dovesse realizzare questo sogno. Questo - conclude Mercuri - è l’ultimo treno assolutamente da non perdere per valorizzare e far decollare le due bellissime cittadine, con i rispettivi comprensori, dalle grandi potenzialità, che sono destinate a condividere tutto ciò che di bello madre natura ha donato loro e tutto ciò che di importante posseggono sui loro rispettivi territori".