Campo_Rom_Lamezia1Lamezia Terme, 28 settembre 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Ignavia e rassegnazione, sono i caratteri distintivi dell’amministrazione che governa la città, ultima dimostrazione in ordine di tempo è la vicenda che ha contraddistinto il quartiere della “Ciampa di Cavallo”. In questa zona della città, abitata da  qualche anno grazie all’impegno del comune, da una “conviviale” comunità rom, la rivoluzione della raccolta differenziata, ha causato non pochi disagi agli “storici“ abitanti del luogo. Nei fatti, sembrerebbe che la conseguente scomparsa dei tradizionali cassonetti, non sia stata compresa dagli “zingari”, i quali sin dal primo giorno hanno ignorato le prescrizioni relative alla raccolta “differenziata” , accumulando ai bordi di un marciapiede quintali di rifiuti. Una vicenda grottesca capace di indignare  la popolazione, che attraverso comitati ed associazioni si è mobilitata affinché  la  politica facesse il proprio dovere. Si sa, non tutte le “innovazioni” sono capite ed accettate sul momento, tantomeno quando di fronte ci si trova una comunità, come quella rom, abituata a vivere al di fuori delle regole per tradizione. Inutili i tentativi di dialogo protrattisi per mesi tra rappresentanti della giunta comunale e rom, malgrado i primi siano i loro “foraggiatori ufficiali”, e i secondi appartenenti ad una etnia diversa, ma  sempre cittadini Lametini, la “mission” si è rivelata impossibile, forse sarebbe stato più facile comunicare con degli “indù”. Il sindaco e la sua giunta si sono dovuti arrendere, rinunciando ad imporre le proprie regole, difatti a differenza dei complessi popolari limitrofi, “tacitamente”  l’amministrazione ha fatto installare, in prossimità della zona abitata dai rom, dei cassonetti (di colore verde) per la raccolta indifferenziata. Una vera e propria marcia indietro, che segna l’ennesima sconfitta per la città, l’accettazione passiva di una condizione incivile imposta da una minoranza. Dunque, mentre in città la polizia municipale viene messa alle calcagna di tutti coloro che non rispettano la raccolta differenziata, alla “Ciampa di Cavallo” si continuava ad accumulare indiscriminatamente, ma senza “dare troppo nell’occhio”,  rifiuti indifferenziati. Un problema causato, o dall’incapacità dei rom a percepire l’idea della “differenziata”, o provocato dall’incapacità di questi amministratori a rapportarsi con gli utenti, certo  un dilemma  risolto nel peggiore dei modi da chi, come  Speranza, ha già concesso a questi nostri “concittadini”, l’ennesimo privilegio. Non è tollerabile vedere il comune di Lamezia Terme “sotto scacco” di  chi beneficia di strutture pubbliche senza rispetto magari neanche  pagando le tasse,  per di più siamo convinti che  questo esempio di remissiva accettazione della barbarie sia già presagio negativo, se si considera  che è nelle intenzioni del comune realizzare altri alloggi da destinare a queste famiglie “bisognose”. Per noi non è accettabile che , In tempo di crisi, mentre giovani coppie monoreddito guardano al matrimonio come ad una chimera, e i padri di famiglia continuano a perdere il posto di lavoro c’è chi abusando di “buonismo ideologico” premia i rom. Tutto ciò ci indigna ma non ci meraviglia, sappiamo bene che da sempre per Speranza la “salvaguardia delle politiche delle fasce più deboli” è sì una priorità, ma  mirata a tutelare  e mantenere coloro che come i Rom  vivono storicamente al di fuori delle regole. Cose da “terzo mondo”, tuttavia siamo a Lamezia Terme la città della “giustizia sociale” a parole, e della “legalità” sui libri.

Il segretario cittadino
Domenico Furgiuele
Il vicesegretario
Daniele Pandolfo
La Destra-Lamezia Terme