Udc_assemblea_chianciano_archivioLamezia Terme, 17 settembre 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Anche quest’anno si è svolta a Chianciano Terme, la tradizionale festa dell’Unione di Centro. Alla manifestazione ha partecipato una folta delegazione (guidata dal presidente del Consiglio regionale della Calabria On. Talarico) di dirigenti di partito e di giovani, che hanno preso parte ai lavori a cui hanno presenziato diversi protagonisti della società, del mondo imprenditoriale, dell’associazionismo e della politica da Emma Marcegaglia (già Presidente di Confindustria) ad Andrea Oliviero (Presidente Nazionale Acli), nonché otto ministri dell’attuale governo Monti, dal ministro all’ambiente Clini a quello per lo sviluppo economico Corrado Passera. Tre giorni che si è aperta con una novità rappresentata dall’introduzione nel simbolo del partito del nome Italia, un nome che (come sostenuto dai vari intervenuti) oggi più che mai è un programma ed un impegno per la prossima fase della vita del partito e della nazione. Quello che è emerso dalla tre giorni di lavori in maniera forte e chiara è che in un periodo di crisi quale quello che stiamo attraversando ciò che deve importare è cercare non inutili discussioni o settarismi tra destra e sinistra, ma gente che vuole spendersi per il presente e il futuro della nostra nazione. Non è più il tempo di fare patriottismo, ma di avere cura dell’Italia, custodire e progettare per un futuro migliore dopo la crisi. Progettare un futuro politico immediato che abbia una continuità diretta con quanto fatto in questi mesi dal governo Monti. E’ sicuramente per realizzare ciò non è più possibile sperare in uomini della Provvidenza, ma bisogna lavorare e credere in un progetto che veda insieme laici e cattolici, tecnici e politici per riacquisire quella dignità che ci meritiamo alla luce della nostra storia.  L’Udc, quindi, vuole essere tra i protagonisti di questa nuova stagione insieme ad altre forze responsabili. Occorre aprire alle forze positive dei territori, coinvolgere il mondo del lavoro, delle professioni, del terzo settore per far nascere qualcosa di più grande. L’Udc, come è stato più volte ribadito, deve essere un seme dal quale deve sbocciare e radicarsi qualcosa di più grande per il futuro dell’Italia. L’ Udc non è né una costola della sinistra né una costola della destra, ma un partito destinato ad andare oltre i suoi confini attuali per includere tutti coloro che amano l’Italia ed in questo partito uno spazio considerevole è lasciato ai giovani non rottamatori ma costruttori di un partito consapevole della propria identità e dei propri valori. Oggi come oggi identità e valori sono concetti di cui spesso si abusa ma i giovani dell’Udc vogliono ripartire proprio da qui. Varie sono state le loro testimonianze tutti consapevoli del periodo di crisi che l’Italia attraversa ma altrettanto consapevoli che è necessaria oggi più che mai una politica più forte e soprattutto di chiarezza e ciò può avvenire solo parlando il linguaggio della verità. La festa nazionale dell’Udc a Chianciano, dunque, ha ribadito in maniera convinta l’esistenza di un progetto politico che possa riunire i moderati e i riformisti italiani per realizzare con responsabilità e serietà progetti di crescita nella certezza di vincere la crisi e far rialzare definitivamente l’Italia.

Simone Cicco e Giovanni Paolo Rocca
Giovani Udc Lamezia