Lamezia Terme, 15 settembre 2012 - "Acu Calabria è, da sempre, impegnata a battersi in favore del consumatore-utente consapevole ed informato in quanto soggetto del mercato che riesce anche ad orientare le scelte di produzione". Così, il presidente regionale, Sergio Tomaino. "Anche rispetto alla Pubblica amministrazione - prosegue Tomaino - Acu Calabria ritiene che si debba perseguire la massima responsabilizzazione di tutti i livelli di governo, l‘effettività e la trasparenza del controllo democratico da parte degli eletti, la responsabilizzazione, la consapevolezza e la partecipazione dei cittadini. Il fine ultimo della partecipazione dei cittadini alle dinamiche della pubblica amministrazione è il perseguimento del minor costo dei servizi e, soprattutto, la richiesta di qualità e di efficienza dei servizi. Molti studi evidenziano che più l'entrata fiscale è vincolata e vicina al momento della spesa, tanto più aumenta il livello di efficienza della spesa pubblica. Quindi al cittadino interesserà sapere se, indipendentemente da chi riscuota il tributo, migliorerà o si eroderà in particolare lo standard di qualità dei servizi essenziali erogati: servizi sanitari, scuola, trasporti, servizi sociali. Riteniamo che questa sia la vera rivoluzione, la vera riforma del federalismo. Il cittadino dovrà pretendere che i servizi siano adeguati al costo di un’equa tassazione, che le imposte rimangano, almeno in parte, laddove sono riscosse, che venga premiato il Comune virtuoso, che ci si (pre)occupi molto della qualità dei servizi erogati e poco di contabilità, che si rendiconti costantemente a chi fruisce del servizio su come vengono spesi i soldi dei contribuenti. Tale ultima esigenza sembra un’affermazione lapalissiana, ma in Italia non c’è minimamente l’abitudine di rendicontare alla cittadinanza su come si spendono i soldi pubblici; né le pubbliche amministrazioni sentono il dovere di monitorare, in modo continuo, il livello qualitativo del servizio erogato. Acu Calabria auspica che gli Enti locali, e quindi anche il Comune di Lamezia Terme, rendano i servizi trasparenti in modo tale che si possa attuare in pieno il principio della responsabilità degli amministratori rendendo così consapevoli anche i cittadini. Detto questo, parte un invito agli amministratori pubblici: rendicontate ciò che fate, senza trincerarvi dietro le rigide ed astruse formalità dei bilanci (non ha senso per il cittadino conoscere la relazione al bilancio presentata dall’assessore in cui si menziona solo genericamente la voce di spesa). Altro invito parte a tutti i cittadini: chiedente conto ai vostri amministratori in che modo vengono spesi i soldi, pretendendo anche il miglioramento della qualità dei servizi. Acu Calabria, conseguentemente e solo per iniziare l’operazione trasparenza, segnala che tra le entrate locali figura la voce relativa ai proventi delle sanzioni amministrative, ovvero delle multe. L'art. 208 comma 3 bis del Codice della strada, anche in seguito alle numerose modifiche, prevede che entro il 31 maggio di ogni anno deve essere inviata, per via informatica al ministero delle Infrastrutture e Trasporti ed al ministero dell’Interno, una relazione a consuntivo, riferita all’anno precedente, riportante l’ammontare complessivo dei proventi delle sanzioni di violazione codice della strada e, soprattutto, il loro utilizzo con l’esposizione analitica delle finalità perseguibili con i proventi in questione "…e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento". Il codice della strada stabilisce precise quote da destinarsi al miglioramento segnaletica (il 12,5%), al potenziamento dei controlli della polizia locale (sempre il 12,5%) e alla manutenzione delle strade, sicurezza utenti deboli, educazione stradale (il 25%). Imporre agli enti un obbligo di rendicontazione delle somme accertate relative ai proventi in argomento, con la dimostrazione dell’avvenuta corretta destinazione degli stessi, consente una verifica della corretta destinazione dei proventi in esame. La legge prevede una sanzione sia nel caso di mancata trasmissione della relazione sia nel caso di utilizzo difforme dalle destinazioni stabilite dalla norma. Acu Calabria - conclude Tomaino - chiede alle amministrazioni locali calabresi e, quindi, all’amministrazione comunale di Lamezia Terme, di divulgare i dati richiesti, fermo restando il proprio impegno, in favore dei cittadini-utenti, di vigilare sull’operato delle pubbliche amministrazioni".