Labor_logo2_balconeLamezia Terme, 11 giugno 2012 - Giunge al termine la raccolta autonoma e solidale delle firme contro la chiusura del foro lametino, organizzata dal movimento Labor, in aiuto al comitato civico “Salviamo il nostro Tribunale a Lamezia Terme”. E al fotofinish, prima della partenza di tutte le schede firmate che saranno spedite all’attenzione del Presidente Napolitano, del presidente Monti e del ministro Severino, un faldone di numerose firme di concittadini è stato consegnato, dal movimento Labor, direttamente nelle mani dei membri del comitato civico, che ancora presidia il Palazzo di Giustizia. Alla consegna delle firme raccolte, tra gli altri, presenti il coordinatore cittadino di Labor Lamezia, Alessandro Cordiano e l’attivista del comitato civico pro-tribunale, Alessia Notaris. Massima, la soddisfazione espressa da Cordiano per il lavoro svolto, in questa fase, da tutti i membri di Labor: siamo gratificati per aver contribuito alla causa del nostro tribunale in maniera fattiva,  oltre che con la presenza fisica di numerosi nostri associati che hanno presieduto costantemente il Palazzo e con la partecipazione attiva a tutte le manifestazioni organizzate, anche  supportando il comitato civico con la raccolta complementare e la consegna, ai promotori, di numerose altre firme di protesta". Il riconoscimento ai membri e ai responsabili del comitato “Salviamo il nostro Tribunale” non si fa attendere: "E’ un onore – aggiunge Cordiano -   poter lavorare a favore e in sinergia con delle persone che si spendono per il proprio territorio, a difesa dei diritti di una intera comunità, con segni tangibili di sacrificio e abnegazione, valori sempre più necessari in un contesto storico in cui l’apatia e i falsi moralismi sono stati forieri di decadimento generale, a discapito dei cittadini e dei loro diritti. Apprendiamo con gioia le recenti rassicurazioni relative al mantenimento del presidio di giustizia lametino, ma preferiamo rimanere comunque cauti ed essere vigili sull’evoluzione degli eventi fin quando non si abbiano certezze scritte. Il lavoro e lo spirito di collaborazione dei lametini sono stati eccellenti - conclude Cordiano – altrettanto forte la volontà cittadina nell’esprimere il proprio dissenso ad una scelta assolutamente scellerata e le migliaia di firme sottoscritte ne sono pratica testimonianza: ora la politica nazionale, rispetti la democrazia popolare e si renda conto con quanti e quali validi parametri tutti i lametini hanno contestato un’ipotesi razionalmente inaccettabile".