Lamezia Terme, 29 maggio 2012 - Massimo Di Stefano, il pentito di 'ndrangheta a cui tempo fa è stata revocato il programma di protezione riservato ai collaboratori di giustizia, è stato bloccato stamani, a Lamezia Terme, soltanto per ragioni di sicurezza. Lo puntualizzano fonti della Polizia, contattate dall'Agi. Gli inquirenti precisano, inoltre, che l'uomo è sottoposto a tutela durante i suoi spostamenti nella città calabrese, pur in presenza di una decisione della commissione centrale del minsitero dell'Interno che gli ha revocato la protezione in seguito al suo arresto per detenzione d'arma. Di Stefano, stamane, avrebbe voluto incatenarsi ed incappucciarsi davanti al Tribunale di Lamezia Terme, per protestare contro le decisioni del Viminale, in concomitanza con il passaggio della "Carovana antimafia". Ma, si apprende da fonti della questura, si tratta di modalità vietate dalla normativa sulla sicurezza. A tutti gli effetti, pertanto, viene sottolineato, Di Stefano è considerato un uomo libero, ma è seguito da alcuni agenti durante la sua permanenza in Calabria solo ai fini di tutelarne l'incolumità.