Labor_logo2_balconeLamezia Terme, 27 maggio 2012 - “Oltre alle manifestazioni e agli sforzi dei tanti comitati spontanei, delle associazioni di categoria e delle istituzioni politiche, risulta necessario il maggior coinvolgimento possibile della popolazione civile per poter vincere definitivamente la battaglia a difesa del Tribunale lametino. La parola è del popolo e spetta al popolo manifestare e dimostrare in maniera incisiva e decisiva la propria volontà”. Così il coordinatore del direttivo cittadino del Movimento Labor, Alessandro Cordiano che sottolinea: il nostro gruppo è nato per dare voce ai cittadini e per stimolarli a riappropriarsi di quella forza popolare comune che è più potente di ogni azione e decisione istituzionale. Lo dimostrano le ultime bastonate ai partiti dai vecchi schemi e la rivincita dal basso che ha dato Parma ai parmensi. Lamezia necessita di riscatto – continua Cordiano – e il popolo deve reagire, secondo logiche di movimentismo e democrazia partecipata che portino in auge il pensiero della comunità. Anche il caso del nostro Tribunale è nelle mani dei nostri concittadini, dunque i lametini decidano con le proprie firme sul destino del Palazzo di Giustizia". Dello stesso avviso il portavoce di Labor, Pasquale Scaramuzzino che spiega: “anche in questo momento siamo presenti con i fatti: da oggi sul nostro sito istituzionale (www.laborlamezia.it) tutti possono scaricare il modello di petizione popolare per raccogliere le firme contro la chiusura del foro lametino e riportarle in sede entro il 12 giugno. Il Movimento Labor sosterrà la protesta consegnando i fogli di petizione compilati  ai comitati promotori che presidiano il palazzo di giustizia incessantemente, fermo restando che chiunque voglia può recarsi direttamente presso il Tribunale dove la raccolta firme è in corso in situ. Oggi più che mai la città è chiamata a fare sentire la sua voce di protesta e di disaccordo su questioni così importanti e vitali come quella della chiusura del Tribunale. Per la lotta alla criminalità abbiamo bisogno di strumenti di primaria importanza, di cui lo Stato deve garantircene la presenza e non privarcene. Lamezia ha bisogno non solo del tribunale, ma di un tribunale speciale, che consenta alla città di avere un contatto anche visivo con il luogo dove la giustizia esercita il suo mandato popolare. Si risparmi su dell’altro, ma non sulle cose che sono alla base della vita democratica e costituzionale di un paese. Il movimento Labor, anche in questo caso – concludono i dirigenti -  rimane a disposizione dei cittadini".