Palazzo_di_Citt_Lamezia30Lamezia Terme, 22 maggio 2012 - I consiglieri comunali, Francesco Ruberto (primo firmatario) Francesco De Biase, Francesco Chirillo, Mario Benincasa, Bruno Tropea e Massimo Cristiano, hanno chiesto la convocazine del Consiglio Comunale di Lamezia per discutere sulle aliquote Imu da applicare. Di seguieto, la richiesta integrale inviata al presidenet del Consiglio comunale, Francesco Muraca. Premesso che: l’ Imu, Imposta municipale sugli immobili, è stata introdotta nel 2011 con D.Lgs.23/2011 con applicazione a partire dal 2014 e successivamente anticipata al 2012 dal decreto Monti sulle misure d'urgenza anti-crisi del 4 dicembre 2011. Attraverso tale misura si reintroduce l'imposta sul patrimonio immobiliare in sostituzione dell'Ici già soppressa nel 2007; L’Imu è fissata nel decreto Monti ad un'aliquota ordinaria dello 0,76% e un'aliquota ridotta dello 0,4% per l'abitazione principale. Considerato che la nostra nazione ed in particolare la città di Lamezia Terme, si trova in una situazione finanziaria alquanto negativa, con un indice elevato di disoccupati ed inoccupati e con numerose famiglie monoreddito di cui le più fortunate detengono come unico bene “la casa”. Considerato inoltre che la prima casa è da considerarsi un bene primario per la società italiana e per le famiglie, già fortemente provate dalla riforma fiscale, che, a fronte della crisi in atto, si trovano a dover affrontare quotidianamente grandi sacrifici economici; Viste le deroghe concesse dal Governo ai Comuni, i quali possono  modificare le aliquote IMU al ribasso o al rialzo di 0,3 punti percentuali sull'aliquota ordinaria e di 0,2 punti percentuali sull'aliquota ridotta; Impegna il sindaco: In fase di approvazione del bilancio a voler presentare una proposta al Consiglio comunale che veda applicata l’aliquota minima sulla prima casa. Di verificare la possibilità di ricoprire le mancate entrate attraverso una rimodulazione degli assetti dirigenziali eliminando la spesa relativa ai dirigenti d’area che si attesta attorno al mezzo milione di euro annui. Assegnare le funzioni espletate dai Dirigenti d’area ai Dirigenti di settore le quali indennità risultano essere di gran lunga inferiori rispetto ai primi.