Lamezia Terme, 3 aprile 2012 – Non si fa attendere la replica del movimento Labor alle ultime dichiarazioni di Sel e di Costantino Fittante. Ad intervenire, questa volta, è Alessandro Cordiano (nella foto), coordinatore del Direttivo cittadino di Labor Lamezia. “Si chiama demagogia ed è una furba pratica politica mirante ad ottenere il consenso popolare, puntando il dito contro qualcuno pur di omettere i propri scheletri nascosti. Così come tutti i lametini - prosegue Cordiano - anche i dirigenti di Labor, chiamati in causa dall’On. Fittante non cedono ingenuamente ad estreme provocazioni e soprattutto non accettano “lectio magistralis” da chi da 25 anni, senza far più nulla, percepisce ancora oggi un vitalizio di oltre 3.000 euro mensili, solo per esser stato, in tempi atavici e per soli 4 anni membro di palazzo Montecitorio. Ci siamo posti sempre in maniera pacifica, cercando il confronto e la mediazione politica, illusi addirittura di poter dare un contributo ipoteticamente accettato, ma, visti i modi posti dai componenti di Sel nei confronti del nostro segretario provinciale, Pasqualino Ruberto, è giusto, ora, che tutti i lametini conoscano le verità nascoste della macchina comunale gestita dal partito del Sindaco. In maniera indiretta tanto Sel, quanto l’On. Fittante hanno offeso l’intelligenza e l’onestà intellettuale dei dirigenti e di tutti i membri del nostro Movimento in quanto vicini al segretario Ruberto, demonizzato quasi come “ladro del popolo” e che con lui si spendono ogni giorno per la comunità senza mai attaccare, ma solamente difendendo gli interessi dei cittadini e le loro esigenze, facendo emergere obiettivamente le lacune di questa amministrazione che sono sotto gli occhi di tutti. Oltre ad offendere noi, hanno cercato anche di buggerare tutti i concittadini che, se hanno appreso direttamente dalla bocca del “ladro” l’ammontare dell’indennità a lui riservata per la presidenza e la gestione di un ente sub regionale, non sono mai stati informati,però, dell’entità dei taciuti stipendi di alcuni dirigenti d’area comunali. Si accusa Ruberto di esser stato nominato presidente di Calabria Etica per sole logiche clientelari e di essersi autodeterminato un indennizzo per la gestione dell’ente. Alla faccia della trasparenza ed in barba a tutti i lametini, perché tacere gli importi di gran lunga superiori dei dirigenti, adepti di Sel, nominati direttamente da Speranza nella gestione dell’Amministrazione comunale? I dati sono poco confortanti: 91.750 euro annui, l’importo totale, sostenuto dal Comune, per Nuccio Iovene investito di doppia carica quale capogabinetto del sindaco e nel contempo anche direttore dell’Urban Center di Lamezia. Al fratello Andrea, così come all’ing. Orlando, entrambi dirigenti d’area, spettano 104.000 euro annui (sempre compensi sostenuti dal Comune) per le loro funzioni d’ufficio. L’en plein si raggiunge con l’indennizzo del plurinominato Biagio D’Ambrosio che costa ai cittadini lametini ben 162.000 euro annui, di cui 104.000 spettanti come quota di dirigenza d’area, ulteriori 19.000 per indennità di risultati, 27.000 come compenso per le mansioni di direttore generale e altri 12.000 euro per la carica di amministratore delegato della Lamezia Multiservizi. Si può mai accettare un attacco mediatico da chi sostiene e avalla la logica di questi costi per la gestione di un ente di amministrazione di una città di 72.000 abitanti? – si chiede Cordiano che aggiunge – poveri tutti quei cittadini che hanno eletto democraticamente il proprio Sindaco e gli esponenti di Sel per pagare di tasca propria queste spese. Anziché puntare il dito contro gli altri, si analizzi quanto il costo del proprio apparato amministrativo grava sulle tasche dei cittadini: inutile fregiarsi di un’autoriduzione stipendiale se l’indennità dei propri dirigenti e dei propri collaboratori nominati è di gran lunga superiore a quella dei presidenti degli enti subregionali e il risparmio annuale delle casse comunali ammonta alla fine a poche migliaia di euro , così come è inutile demonizzare il presidente di Calabria Etica per il proprio indennizzo se, alla fine, l’intero costo di gestione dell’ente, nel primo anno della sua dirigenza, si è ridotto di oltre 500 mila euro. “L’On. Fittante - continua Cordiano - - rimarca la passata volontà di Scopelliti di modificare lo statuto di Calabria Etica, al fine di garantirne un’indennità al presidente nominato, omettendo, però, che il predecessore di Ruberto, Luigi Bulotta, pur non retribuito in qualità di presidente di Calabria Etica, rivestiva, nel contempo, in Regione, nominato da Loiero, dal quale evidentemente Speranza ha preso esempio, il triplice ruolo di dirigente generale del dipartimento Bilancio, dirigente della UOA Coordinamento direzioni generali e componente del Comitato di controllo strategico regionale,percependo per le cariche assegnategli, uno stipendio. Perché Fittante grida allo “scandalo” solo ora e non lo ha fatto fino al 2010 quando al governo della Regione c’era l’amico Agazio, facile di nomine plurime e quando le indennità spettavano ai componenti dei Cda degli enti sub regionali che godevano del pieno appoggio di Sel? Quella della demagogia politica - conclude cordiano - è un’arma a doppio taglio, bastano i dati per sconfessarla e i cittadini lametini non ci cascano più. Insomma, ci aspettavamo che Sel e gli amici del sindaco intervenissero su cose concrete, quali la mancanza di progettualità, l’eterna attesa per il varo del Piano strutturale; il Piano Api, il porto e via discorrendo. Invece niente di tutto questo perché, nulla questa Amministrazione sta facendo per il rilancio della città".