Lamezia Terme, 26 marzo 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Conoscevamo un Salvatore De Biase politico navigato (di sinistra, di centro e di destra). Lo apprezzavamo come poeta dialettale. Lo sapevamo anche cantore, non tanto disincantato, delle gesta del dottor Gerardo Mancuso. Ma mai avremmo immaginato che si proponesse addirittura come fine giurista, tanto da cimentarsi con l'esegesi giuridica del decreto 106/2011 del presidente e Commissario alla Sanità, Scopelliti. In questa veste, però, non ci pare così bravo come nelle altre. Primo perché pretenderebbe di prendersi insieme sia il merito di aver chiesto in passato il Trauma Center a Lamezia, sia il demerito di dimostrare che ora a Lamezia non lo si può più fare. E poi perché nella foga di difendere l'ostracismo del duo Mancuso-Talarico, non si è accorto di scambiare la relazione illustrativa con la parte dispositiva del decreto. E così non si è accorto che nella parte dispositiva il decreto dispone di “approvare la relazione” in quanto essa “richiama i principi fissati dal DPGR 18/2010” e che nella relazione il commissario Scopelliti prevede d'istituire in futuro il trauma center e le altre eccellenze del polo traumatologico, rimandandone ad un “apposito decreto che dovrà individuare anche le risorse finanziarie, strutturali, organizzative, umane e tecnologiche per il loro funzionamento”. Quando, dunque, l’attuale governo regionale deciderà di istituirlo, altro non farà che colmare una carenza e rispondere ad una necessità, così come hanno fatto e stanno facendo tutte le Regioni. Checché ne dica, infatti, il buon De Biase, la Campania, che è una Regione sottoposta ad un piano di rientro più gravoso del nostro, nel 2010 ha istituito una rete del trauma, con un Centro Traumi di Alta Specializzazione e tre Centri Traumi di Zona ed anche un Centro Trauma di Zona pediatrico. La Sicilia, nel piano della salute 2011-2013, prevede quattro Trauma Center rispettivamente nelle province di Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta che dispongono delle specialità Neurologica, Neurochirurgica, Neurorianimatoria, Maxillo-Facciale, Ortopedica, Chirurgia Vascolare e Chirurgia Toracica. Specialità che nell’area di Catanzaro sono presenti in doppio o anche in triplo, concentrate tra Pugliese-Ciaccio, Policlinico Materdomini e Fondazione Campanella. Devono queste unità operative altamente specialistiche continuare ad assorbire parte delle scarse risorse senza poter espletare in pieno la loro funzione? Oppure possono essere messe nelle condizioni ottimali per espletare una funzione importante nell’assistenza al politraumatizzato grave nel trauma center di Lamezia? Dal punto di vista tecnico la decisione è scontata e non ha alternative. Si faccia in modo, allora, che come noi chiediamo la prevista Azienda Unica Ospedaliero-Universitaria superi i fatali tre colli di Catanzaro e si estenda fino a Lamezia, affidando al nostro ospedale l'unico ruolo di eccellenza che per motivi orografici ed infrastrutturali non può essere destinato da Catanzaro; sapendo che lasciarlo invece a svolgere il ruolo di periferia (spoke), significa decretarne la chiusura in quanto è troppo vicino al mega HUB di Catanzaro, mentre per legge dovrebbe trovarsi a più di un'ora di percorrenza da esso. Perché allora non difendere la scelta che fu di Luzzo, allora assessore di Chiaravalloti e da sempre uomo della stessa UDC in cui militano De Biase e Talarico? Perché contrapporvi il Centro Protesi Inail che, se e quando si farà, sarà invece in perfetta sinergia con il Trauma Center? E perché insistere con la notizia infondata della perdita dei 13 milioni di euro destinati, da fondi statali ancora esigibili, a realizzare a Lamezia il Trauma Center? Noi crediamo che i lametini abbiano ormai capito che non si tratti di una sterile rivendicazione del pennacchio trauma center, bensì del futuro stesso del nostro ospedale, di contrastare il degrado del nostro ospedale e rivendicare la presenza di una buona sanità a Lamezia, di destinare diversamente una parte di quelle risorse economiche oggi concentrate tutte sul capoluogo. E questo forse comincia a far paura a qualcuno. Qualcuno che come il lametino Presidente Talarico ha raccolto, anche sul tema della sanità, una gran messe di voti e che si starà chiedendo se potrà essere anche così la prossima volta.
Nicolino Panedigrano
Comitato Salviamo la Sanità Lametina