Comune_nuovo_sala_45Lamezia Terme, 22 marzo 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Non si vuole, come al solito, cogliere l’aspetto ed il contenuto politico della vicenda afferente il presidente del Consiglio comunale Francesco Muraca. Risulta fuori luogo e del tutto stucchevole la difesa “d’ufficio” effettuata dall’Assessore Piccioni che abbassa il livello della discussione su sterili e futili polemiche personali. Forse perché giunto in ritardo alla riunione lo stesso appalesa fatti patetici e non veri, dimenticandosi che la democrazia è una cosa seria. La città è ferma, bloccata, ingessata, e il nostro Consiglio comunale non si riunisce da tantissimo tempo per discutere dei problemi che la attanagliano e trovare ed indicare, ove possibile, le soluzioni. Era questa la richiesta fatta dai capigruppo delle minoranze e posta a votazione: riunire al più presto il Consiglio Comunale, discutere i reali problemi della gente e cercare di risollevare le sorti della città, esempio su tutto il rischio di perdere finanziamento di 500.000,00 per la realizzazione di un parco in località Savutano tema oggetto di dibattito forte nella stessa conferenza dei capigruppo. Su tale questione, ovviamente a causa della paura di un incancrenirsi della battaglia tutta interna al centro sinistra,  il Presidente ha deciso di sciogliere la seduta. Questi sono i fatti. La città ha bisogno di un sussulto forte,uno scatto d’orgoglio, operatività assoluta, per smuovere le acque di un pantano in cui è affossata la città stessa, l’opposizione in modo responsabile lo ha dato, è l’ultimo? Lamezia non può pagare le continue risse, i defatiganti scontri, le irrisolte rese dei conti interne al centrosinistra che governa (o meglio dovrebbe governare) la nostra cittadina, a questo proposito non è certo la difesa di un assessore (superstite) a poter “salvare” il Presidente del Consiglio  Comunale, nessun sussulto da parte del PD e soprattutto dei consiglieri in quota PD, è evidente quindi che le contestazioni del PD non si limitano a Giunta e Sindaco, ma si allargano anche alla Presidenza del Consiglio comunale. Il Consiglio comunale non viene riunito per non mettere in piazza, o in evidenza, le plastiche problematiche della maggioranza e del governo locale. In questa triste, penosa e strumentale vicenda il Presidente del Consiglio Comunale avrebbe dovuto assumere un ruolo di “garanzia” non sono solo nei confronti dall’assise comunale, ma anche e soprattutto della città e dei suoi abitanti. Il presidente Muraca, troppo spesso, ha inteso rendersi compartecipe di questo teatrino. La triste vicenda odierna e quella di dicembre, ove sono state approvate tematiche fondamentali senza che sussistesse il numero legale, appalesano una “Presidenza virtuale e quindi di parte”. Sia chiaro nulla da dire sulla persona, alla quale nessun appunto facciamo, il problema è il ruolo che tale figura istituzionale deve svolgere ed assumere nei confronti dell’ intero consiglio e di ciascun consigliere. Il caso di Lamezia è unico in tutt’Italia, dove esiste una giunta monca sin dalle elezioni comunali, organismo oggi addirittura dimezzato e una macchina comunale che fa acqua da tutte le parti (dirigenti docet). Ora si ha dinanzi un doppio scenario: o far finta di nulla, come vorrebbe l’assessore Piccioni, mettendo la testa sotto la sabbia, oppure affrontare la vicenda e la “questione Lamezia” che è stanca della paralisi della macchina amministrativa causata anche dalle vicende interne al Pd. Certo per il sindaco è meglio andare in giro per tutta la penisola, per partecipare a convegni o tavole rotonde, anziché affrontare le problematiche della città e dei suoi settori vitali e produttivi. Nondimeno, in merito alla questione del Presidente del Consiglio comunale, esistono poi gravissimi aspetti tecnici e procedurali su cui non si può sorvolare.  L’art. 6, comma 12, del Regolamento comunale statuisce che “A cura del Presidente del Consiglio elenco e copia delle deliberazioni assunte dalla Giunta comunale sono trasmessi ai capigruppo”. Sono dieci mesi, e cioè quasi un anno che ciò, nonostante le nostre reiterate richieste, non avviene. Perché?  E’ assurdo!Altro che legalità! Ora ci diranno che le colpe sono di chissà chi, magari di un “disagio telematico” o di un “blackout elettrico”, tutto ciò sarebbe patetico. Le responsabilità sono solo politiche. Stessa cosa è avvenuta per alcune richieste inoltrate da tantissimo tempo per accedere agli atti comunali. Non mettere, poi, la minoranza a conoscenza delle delibere di Giunta è modo reale ed effettivo per “oscurare”  il confronto con i cittadini, che devono e vogliono conoscere. Questa è la vera legalità: la trasparenza , accesso a tutti gli atti amministrativi,tramutata poi in fatti concreti per la nostra città, il resto sono solo parole, sfilate, o dibattiti e confronti sul “niente”. E’ stata protocollata la richiesta, come prevede la norma, di revoca del presidente del Consiglio firmata dai 12 consiglieri.

Carlo Aiello
Mario Benincasa
Francesco Grandinetti
Massimo Cristiano
Francesco De Biase
Francesco Chirillo
Francesco Ruberto
Titina Caruso
Raffaele Mazzei
Mastroianni Franco
Giovanni Tedesco
Armando Chirumbolo