Speranza_fascia2Lamezia Terme, 15 marzo  2012 - “Ho letto sulla stampa le dichiarazioni del consigliere comunale Francesco Grandinetti – ha affermato il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza,– con le quali ha annunciato la sua intenzione di lasciare il Consiglio di amministrazione della Sacal, all'interno del quale è stato da me nominato nel 2010 e riconfermato questa estate. Nell'intervento conclusivo del Consiglio comunale di lunedì scorso ho voluto, con molto rispetto, spiegare il senso trasparente e limpido di tutte le mie nomine e ricostruire gli avvenimenti così come sono esattamente avvenuti: in particolare la proposta di nominare Grandinetti alla Sacal emerse a conclusione dell'ultima campagna elettorale, in un incontro con l'allora segretario cittadino del Pd, alla presenza di numerosi ed autorevoli esponenti locali del Partito Democratico e lo stesso Grandinetti. All'epoca il “Terzo polo civico” a cui Grandinetti diede vita, ed in particolare egli stesso, interloquivano molto positivamente con il Pd. Sulla base di quegli incontri io ho agito di conseguenza nominando Grandinetti alla Sacal e riconfermandolo successivamente, dopo un incontro con tutte le forze del centrosinistra. Inoltre, i consiglieri comunali, autonomamente, hanno deciso di eleggerlo anche a presidente della Commissione urbanistica e Lavori pubblici. Ora è del tutto evidente che il problema non è del sindaco che lo ha già nominato una volta e addirittura riconfermato. Il consigliere Grandinetti, lo dico con grande rispetto ed amicizia, ritiene di potere avere, pur non essendo parte della maggioranza, un rapporto di collaborazione leale con l'Amministrazione comunale e sostegno di fondo rispetto alle sue scelte fondamentali? Allora non c'è alcun problema e può continuare a rappresentare l'Amministrazione in seno al Cda della Sacal. Se invece il consigliere Grandinetti ritiene, anche alla luce del nostro lavoro di questi due anni, di essere, legittimamente, alternativo all'attuale Amministrazione e  di voler svolgere un ruolo di “opposizione dura” allora è del tutto evidente che si pone un problema. Ma sta a lui sciogliere questo nodo. Da parte mia non c'è nessun problema ideologico o di giudizio sulla sua collocazione politica, ma di chiarezza nei confronti della città".