Lamezia Terme, 7 marzo 2012 - Il dipartimento Donne di "Mondo Libero" si è riunito ed ha esaminato il ruolo delle donne nelle istituzioni, con specifico riferimento alla nostra regione. Sebbene la disparità sia evidente dappertutto, in Calabria assume connotati da far paura. Si pensi soltanto - è scritto in una nota - al fatto che su cinquanta consiglieri regionali non c’è nemmeno una donna. Un caso che non ha uguali in Italia. Le donne contano poco o niente. Il sistema politico pone dei limiti spesso invalicabili e la sua organizzazione così lontana dai tempi moderni fa sì che il sistema politico calabrese si distingue per gli ostacoli e le difficoltà che crea all’impegno politico e sociale delle donne. Le donne hanno difficoltà ad affermare le proprie idee,le proprie opinioni e le specifiche sensibilità. E’ la democrazia che dimostra di essere monca e zoppa,parziale e partigiana. E’ democrazia questa? E’ democrazia quella dei partiti,evidentemente tutti ,nessuno escluso,che impedisce alle donne di partecipare attivamente alla politica e alla società? I partiti anziché sollecitare la partecipazione ed incentivare le forme di aggregazione femminili sono sempre più delle caste, oligarchie maschili, refrattari ad ogni ipotesi di cambiamento e di modificazione dei criteri di selezione della classe dirigente. Basta ipocrisia e basta con la casta di chi non vuole cambiare nulla. Si cominci a rispettare la parità tra donne e uomini,nella politica e non solo. In tutti gli ambiti della vita sociale ed economica,nella quotidianità. Occorre una rivoluzione culturale oltre che politica e sociale. Occorre rimuovere retaggi socioculturali ormai superati e un modello di organizzazione economica declinato prevalentemente al maschile. Facciamo si che l’8 marzo non sia una mera ritualità ma qualcosa di nuovo e di diverso. Sia soprattutto una data che segni la consapevolezza di quale prezzo paga la donna in famiglia spesso e nel lavoro. Basta con lo sfruttamento nel lavoro,con il lavorare 10 ore per guadagnare una miseria,con la precarietà portata a sistema. Con l’esclusione sistematica dai luoghi delle decisioni,dalla società,dalla politica. Noi donne vogliamo cambiare questo mondo per renderlo più giusto e più libero,più uguale e più democratico. Noi donne dobbiamo riprendere in mano il nostro futuro e quello del nostro Paese. E’ questo il nostro 8 marzo. Un 8 marzo rivoluzionario. Un 8 marzo di cambiamento e di lotta.