Ospedale_insegnaLamezia Terme, 4 marzo 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Per la sanità tutta la città di Catanzaro scende in campo. Si mobilitano consiglieri e assessori regionali, provinciali e comunali, la presidente della Provincia e i suoi assessori, il sindaco e la sua giunta, partiti, sindacati, Associazioni di categorie ed operatori sanitari. Difendono la principale attività economica della città e cioè i finanziamenti che ogni anno ricadono sull’Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, sul Policlinico Mater-Domini, sulla Fondazione Campanella e sulla stessa Azienda Sanitaria Provinciale che a Catanzaro ha la sede ed il principale centro di spesa territoriale. La spesa sanitaria effettuata ogni anno su Catanzaro non ha eguali nella Regione ed il Italia: una città di 95.000 abitanti riesce a concentrare 3 Ospedali, gestiti da 3 aziende diverse, e 4 cliniche private e può disporre della presenza di reparti di rianimazione in più sedi, di reparti di chirurgia toracica, di chirurgia vascolare, di neurochirurgia ed anche di cardiochirurgia. Ma anche reparti doppi e tripli per tutte le specialità mediche e chirurgiche. L’offerta sanitaria è tale da schiacciare ogni altra richiesta in ambito provinciale. Ieri, infatti, sono stati diffusi sulla stampa dati sull'esistenza al Pugliese di un “trauma team”, che intendono far credere che a Catanzaro quel trauma center, di cui chiediamo l’attivazione a Lamezia, esiste già per la presenza di una equipe medica di specialisti in guardia attiva sulle 24 ore che si avvale della consulenza di tutte le discipline specialistiche. Questo però è ciò che fanno o dovrebbero fare tutti gli Ospedali di fronte alla “emergenza trauma grave”.Quello che invece la Regione dovrebbe fare in più e che noni chiediamo di allocare a Lamezia è l'attivazione in una unica sede delle specialità necessarie per consentire un intervento rapido, efficiente e completo. E, poiché la rapidità dell’intervento è discriminante, la sede scelta deve essere facilmente e continuamente raggiungibile, deve avere vie d’accesso facilmente percorribili e deve essere centrale, perché deve servire un bacino d’utenza regionale. Sono queste le motivazioni che indussero le precedenti due amministrazioni regionali a scegliere Lamezia Terme come sede di un Polo traumatologico Regionale, oltre alla presenza di una struttura ospedaliera che, tra le poche nella Regione, era non solo a norma, ma, come si espressero i Tecnici chiamati a valutarla, “sembra fatta apposta per ospitare un trauma center”.I motivi per cui il polo traumatologico-trauma center di Lamezia Terme non è stato ancora attivato non sono noti, anche a fronte di un piano di attivazione già predisposto e di fondi già stanziati. E’ ora evidente, invece, come, mentre Catanzaro progetta l'ennesimo scippo, a Lamezia si sia programmata una operazione di “depistaggio” da questo che è un impegno di due diversi governi regionali: con il Direttore Generale che parla da oltre un anno di fantomatiche eccellenze, escludendo proprio l’unica vera eccellenza riconosciuta, e si affanna a tinteggiare ed inaugurare reparti già esistenti e la facciata dell’ospedale, ma si guarda bene dall'attivare competenze e specialità per il trauma center, e con il lametino presidente Talarico, sponsor del direttore generale dell’Asp, che va ripetendo pubblicamente che il “trauma center è datato”, invece di perorare una scelta che estenderebbe la cittadella sanitaria catanzarese fino a Lamezia, per dare anche a questo territorio risorse, specialità e opportunità per una sanità di livello. Ora che qualcuno tenta di destinare il Trauma Center a Catanzaro, partendo dal “trauma team”, serve una decisione rapida che unifichi in una sola azienda la gestione della sanità provinciale, che utilizzi le risorse umane presenti nell’intera area e che, per assicurare un intervento rapido ed efficiente ai pazienti politraumatizzati gravi, attivi il trauma center a Lamezia Terme con una scelta che non toglie nulla alla cittadella sanitaria catanzarese, ma che anzi la rafforza.

COMITATO SALVIAMO LA SANITÀ LAMETINA