Lamezia Terme, 25 febbraio 2012 - "Il Partito democratico ha aperto a Lamezia una fase politica che non può essere indefinita. La nomina del Commissario regionale aiuterà ad accelerare i tempi". Così, Giovanni Puccio del Pd. "Tuttavia - prosegue - per non creare intoppi o deviazioni, sarà necessaria la massima coerenza tra le parole e i fatti. La rimodulazione del patto politico non è ripetizione, sotto mentite spoglie, di un vecchio rituale delle crisi, né chiacchiera politica. Con grande senso di responsabilità abbiamo individuato dei contenuti sui quali sindaco, Giunta, coalizione e partiti sono chiamati a dare risposte coerenti. Tra questi punti programmatici uno spazio significativo viene ad occupare il tema delle partecipate a partire da Multiservizi, per comprendere poi Asi, Terina, LameziaEuropa, Sacal. Per ognuna di queste occorre un’idea, un progetto, un intervento strutturale e sarebbe riduttivo pensare che l’idea, il progetto stiano comunque dentro ciascuna di esse. Ogni società o Ente partecipato ha dentro di sé risorse, competenze ed esperienze, spesso consumate dentro ad un meccanismo che non funziona più. Perché sono uscite dal tempo in cui si giustificavano e si legittimavano in ragione di una politica, di un sistema di potere (di disponibilità finanziarie) oggi in crisi irreversibile. Se si vuole salvare quello che di positivo sopravvive, occorre una svolta riformista chiara e netta. I poteri non sono tutti nelle mani del Comune. Per Multiservizi non si può dire, per gli altri l’Amministrazione comunale ha una funzione di proposta alla Regione e alle proprie rappresentanze elettive e comunque un ruolo politico e istituzionale come terza città della Calabria che non può essere sottovalutato. La scelta più facile ma anche quella più sterile sarebbe quella di seguire l’indirizzo scelto dal Comune di Catanzaro. Comprensibile perché fuori territorio ma altrettanto biasimevole per il profilo rinunciatario. Per Lamezia sarebbe esiziale. All’opposto si dovrebbe agire pesantemente sulla Regione perché esca dalla gestione e dal controllo politico e di potere degli enti e di conseguenza tramite una normativa da riscrivere, trasferire poteri risorse e patrimoni ai comuni e ai soggetti rappresentativi degli interessi organizzati dei territori. Gli enti locali dovrebbero di concerto procedere sulla base di piani territoriali, di sostenibilità ambientale e di sviluppo sostenibile che valorizzi vocazioni e dotazioni che già rappresentano un valore aggiunto di quest’area. In questo modo anche la politica potrebbe recuperare la propria funzione di proposta e di governo in sintonia con le domande della società Lametina. Lo scarto che ancora oggi si deve registrare tra le proposte che abbiamo avanzato e le risposte ricevute - conclude Puccio - rischia di mettere a repentaglio un progetto politico per Lamezia premiato dagli elettori (non solo da quelli di sinistra) ma che pericolosamente impatta contro gli ostacoli di una vecchia politica regionale che non è cambiata in meglio, ma anche contro l’inerzia della politica lametina".