Lamezia Terme, 23 febbraio 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Possibile che del nostro ospedale si deve sempre e comunque parlar male. Possibile che i “cantori del disfattismo a tutti i costi” non perdono mai la voce? Possibile che nessuno più ricordi che la nostra sanità fu annessa a quella di Catanzaro e dall’ora non si poteva fare altro che riparare, come possibile, ai guasti indelebili causati dalla scellerata scelta del governo del centro sinistra regionale, tanto amico del tanti “Cantori di Oggi?”. Insomma, da allora cosa è successo. I calabresi si sono consegnati alla gestione politica “Scopellitiana” coscienti che specie nel settore sanità, vi era una condizione difficile. Ovvero ristrettezze economiche, tagli dei doppioni e degli ospedali sotto casa inutili, il cosiddetto “Tavolo Massicci “che impone ancor di più, azioni decise. In tale contesto le scelte di Commissari e direttori generali, preposti a guidare la sanità calabrese verso un riordino complessivo. Per la provincia di Catanzaro e per la nostra ex AS 6, emerge l’indicazione del dottor Gerardo Mancuso. Il quale rimboccandosi le maniche, ha iniziato il suo percorso risanatore. Per l’intanto ha costruito l’idea che oramai esiste l’Asp, e non più ex AS6 O ex AS7, ha uniformato i contratti di tutti i lavoratori, con l’equiparazione degli stipendi, sottoscrivendo con le parti sindacali, alcuni contratti rimasti fermi per anni, ha tagliato quei servizi ritenuti inutili, ha prodotto economie e si accinge a chiudere un bilancio in un pareggio insperato. Bisogna dare atto che per l’Ospedale lametino, seppur in un momento di ristrettezze economiche, evidenti sono stati gli interventi sulla struttura : la nuova rianimazione, il nuovissimo reparto di ostetricia ginecologia- l’apertura dei nuovi ambulatori- il reparto di cardiologia, una nuova collocazione ed organizzazione delle Direzioni Sanitarie ed Amministrative, il Centro Screening, la nuova collocazione delle Malattie Infettive e Neurogenetica, nuovi servizi collocati nell’ex colle S. Antonio come la Veterinaria, ed in tale contesto l’aumento dei ricoveri e delle prestazioni, per come da egli dichiarato e rilevato attraverso gli uffici preposti e la riduzione certa delle liste di attesa, oltre che, addirittura ,il recupero di un corposo finanziamento Europeo dai grandi numeri da investire nel futuro immediato. In programma, c’è ancora tanto, come: la ristrutturazione esterna del nostro ospedale, la messa in opera di tutte le imposte esterne, il nuovo Pronto Soccorso con Astanteria, la definizione dei concorsi per i nuovi primari di Ortopedia, Unità Coronarica e Pronto Soccorso, solo per citarne alcuni. Nel frattempo, tutti i servizi ambulatoriali offrono numeri in aumento pari al 5%, e ancor di più le UU.OO come Odontostomatologia- Chirurgia Plastica, Servizio Doppler- Gastroenterologia. Il fiore all’occhiello per la nostra struttura, è il Centro Protesi Inail, il quale dopo l’avvio di tutti gli atti, creerà sicuramente una nuova prospettiva per la nostra sanità. Insomma, che ancora ci sia molto da fare è certo, ma che tanto sia stato realizzato è evidente. Tutto questo però non abilita nessuno di gridare alla luna, che nulla è stato fatto- Certamente non aiuta l’idea “menzoniera” da far girare in modo strumentale, che la struttura lametina sia in continuo decadimento e alla ricerca di una propria identità.
Francesco De Biase, Francesco Ruberto, Francesco Chirillo
Consiglieri comunali