Lamezia Terme, 18 febbraio 2102 - Riceviamo e pubblichiamo. “La giornata che non c’è…” per una “città che ha bisogno d’altro….” questa è, per noi de La Destra, la sintesi con cui descrivere la manifestazione che il 29 febbraio si apprestano a sostenere diverse associazioni locali. Anche se pienamente condivisibile la necessità della lotta al malaffare non possiamo non costatare come è storicamente provato che marce, cortei o passeggiate antimafia nel tempo, in città non hanno sortito nessun effetto, perché si è continuato ad uccidere, intimidire e a delinquere. La nostra è una costatazione amara, che esula il merito e gli obbiettivi dell’iniziativa, ma necessariamente non condivide il metodo fin qui adottato, in questo siamo sicuri di interpretare il pensiero di una moltitudine di cittadini Lametini che, sempre più stanchi delle solite “carnevalate”, da tempo disertano queste iniziative. Basti ricordare l’ultima manifestazione in Piazza della Repubblica, con le solite facce di politici ed autorità, non erano certo presenti i cittadini, di ciò sono testimonianza le numerose immagini giornalistiche di repertorio. Non si tratta di collusione o contiguità mafiosa, è una questione di verità sul fatto che, la manifestazione di turno, organizzata dall’associazione o dal politico del momento, non è altro che espressione dell’operato fumoso della nostra classe dirigente, più che mai impegnata sul moralismo di facciata e conformata a non perseguire soluzioni concrete. Politici e autorità totalmente distanti dalle reali esigenze del cittadino, tra cui spiccheranno anche vecchi "tromboni" e "trombati della politica" che, riciclati in incarichi di partito o in ruoli di "super dirigenza", saranno presenti pronti ad indicare “zone grigie” e a dispensare sagge istruzioni per debellare la mafia. Con la solita “militanza dell’antimafia”, che tanta fortuna a portato e porterà alla carriera di qualche nostro amministratore, autorità e "scarti della politica", ancora una volta, si riempiranno la bocca di parole come “Libertà”, "cultura della Legalità" e "rivolta civile", ben curandosi però di non nominare la pericolosa voce "Lavoro". Il Lavoro, per noi de La Destra, sarebbe più efficace di qualsiasi manifestazione antimafia e sicuro antidoto alla pericolosa deriva delinquenziale in cui molti giovani rischiano di cadere, un impegno da incentivare e promuovere mobilitando e mettendo in campo capacità amministrative, che nostro malgrado oggi non palesano interesse per l’argomento. Ovviamente, consapevoli della grave crisi economica che caratterizza il nostro tempo,non sosteniamo la necessità di creare posti pubblici a debito, ma vogliamo evidenziare la necessaria opportunità che la politica si impegni ad attrarre investimenti privati e pubblici di qualità sul nostro territorio, per dare alternative valide, soprattutto a tutti quei giovani che, come più volten detto, possono trovare rifugio solo nei call centre. Le nostre appariranno argomentazioni probabilmente assurde per una politica che, senza pericolo di impegnarsi troppo, fra la scelta della “strada tortuosa dell’impegno” e una più semplice da percorrere, parteciperà alla manifestazione antimafia, rilascerà interviste ad emittenti “politicamente corrette” che provvederanno a pubblicizzare ulteriormente la “militante” politica dell’antimafia in ambito nazionale, spingendo sempre più in alto chi, dal giorno dopo la manifestazione, tornerà nelle sue dorate stanze a progettare la prossima marcia. Noi de La Destra non ci saremo, pur dichiarando la nostra solidarietà a quanti hanno subito e subiscono le angherie della criminalità, non accetteremo di vedere sfilare, attempati “tromboni della politica” e autorità che nulla conoscono della città che, dall’alto del loro sicuro “Vitalizio”, hanno già indicato il quartiere “Capizzaglie” come “zona a grave rischio criminalità”, e quindi già condannato un’intera comunità ed i suoi figli.
La Destra
Il segretario cittadino
Domenico Furgiuele