Sel_logoLamezia Terme, 13 febbraio 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. L'attacco del presidente delle Giunta regionale Scopelliti nei confronti del sindaco Speranza sui Rom sta diventando un inaspettato "boomerang". Anche Scopelliti, l'inventore del fallimentare "modello Reggio", non può illudersi di coprire il cielo con un fazzolettino. Forse nervoso per le critiche che si addensano quotidianamente sulla sua gestione della sanità a Lamezia ha inteso freddamente provocare Speranza, commettendo una gravissima e imperdonabile scorrettezza personale e istituzionale, una penosa caduta di stile prima che politica, visto il contesto, la sanità, e il ruolo ufficiale e di cortesia della presenza in quella sede del sindaco lametino. Illudendosi magari che nessuno si sarebbe occupato di come lui ha affrontato a Reggio il problema dei Rom. O che nessuno ricordasse i circa 170 milioni di debiti lasciati dai suoi sette anni o le società comunali infiltrate dalla 'ndrangheta: O il Comune soggetto ad ispezioni ministeriali e oggetto in ultimo di indagine per inquinamento mafioso. E, perché no, ci piacerebbe anche sapere che cosa ha detto Scopelliti al magistrato che lo ha interrogato per l´oscuro suicidio della dirigente del suo Comune Fallara. Con queste premesse `Peppe´ doveva essere più cauto e più rispettoso nei confronti di altri amministratori che hanno curriculum non paragonabile al suo per serietà, per correttezza, per trasparenza, per onestà intellettuale ed etica della politica. Scopelliti dice di avere risolto il problema, sgombrando 60 famiglie, un terzo di quelle che vivono a Lamezia, trasferendole in case che sono di proprietà comunale. Lo ha fatto con un'alluvione di soldi del decreto Reggio bellamente messigli a disposizione dal governo amico. Risulta però che ha sgomberato un ghetto e ne ha realizzato un altro, più lontano, ma pur sempre ghetto. D'altronde la sua cultura non può certo essere ricondotta a quella della solidarietà e dell´integrazione. Ora il Comune di Lamezia non dispone di alloggi di sua proprietà, non dispone dei soldi del decreto Reggio, non ha di fronte 60 ma 160 famiglie: e poi non si tratta solo di trasferire famiglie da un posto ad un altro prescindendo da una integrazione e un miglioramento delle loro condizioni. Il pressappochismo, la mancanza di stile, l'arroganza usati da Scopelliti sono offensivi verso la nostra città prima che verso il sindaco.Il programma dell'Amministrazione di Lamezia e del sindaco Speranza, va in tutt´altra direzione rispetto alla cultura dei ghetti. Sono state già spostate 23 famiglie e oltre 100 persone, a mani nude e senza mezzi, né regionali né nazionali, ed altre lo saranno nei prossimi mesi. Uno sforzo mai fatto prima. 

Sinistra Ecologia e Libertà
Circolo di Lamezia