Medico_generica_maniLamezia Terme, 19 dicembre 2011 -  Riceviamo e pubblichiamo. Sul quotidiani locali di questi giorni è stato pubblicato un documento con il quale la Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia, replica duramente al direttore generale dell’Asp provinciale Gerardo Mancuso. Questi aveva chiamato in causa i medici di base, contestando l’eccedenza, rispetto al quadro di riferimento nazionale, della prescrizione di alcuni farmaci. Il sindacato ha ribadito un punto fermo e cioè che “le linee guida relative all’appropriatezza prescrittiva dei farmaci devono sempre essere adeguati al contesto territoriale ed epidemiologico di riferimento, riconoscendo al medico il dovere di prescrivere il farmaco che di volta in volta risulta il più indicato in funzione della protezione degli organi”. Si tratta di una replica che mette a nudo un comportamento ormai generalizzato in Calabria, secondo cui ogni determinazione in campo sanitario viene assunta, incredibile a dirsi, senza previa indagine epidemiologica, intesa ad individuare bisogni e determinanti della salute specifici delle varie fasce territoriali, ma sulla base di calcoli di tipo ragioneristico e non sanitario, di ripartizioni politiche territoriali a base provinciale, di parametri mutuati da realtà incomparabili, non tenendo, peraltro, mai conto dell’apporto positivo dei soggetti interessati a tutti i livelli. Con la conseguenza di non risolvere i problemi o addirittura, come nel caso di specie, di creare situazioni di pericolo e di allarme sociale. Il medico è tenuto a prescrivere il farmaco il più idoneo a curare le singole patologie e ne risponde sul piano civile e penale. Non si può mettere a repentaglio la vita dei cittadini in nome di un risparmio solo ipotetico, potendo un farmaco non appropriato, nel migliore dei casi, allungare la degenza o creare danni irreversibili, con aumento,anche rilevante, della spesa sanitaria. I medici di base rivendicano giustamente i diritti dei cittadini,oltre che il loro diritto-dovere di curare i malati nel modo appropriato. Il dottor Mancuso è incorso, ancora una volta, in un grave errore, al quale, essendo lui stesso medico, dotato di lunga esperienza, deve rimediare al più presto, per evitare questo stato di incertezza che aggrava la spesa, turba i cittadini e favorisce l’emigrazione sanitaria.

Giuseppe Maione
Nicolino Panedigrano
Comitato Salviamo la Sanità del Lametino