Scaramuzzino_Pasquale_Labor1Lamezia Terme, 15 dicembre 2011 - Alle luce delle recenti polemiche e della trentennale (e oltre) incapacità di risolvere la questione Rom a Lamezia, il Movimento Labor interviene sulla questione con un sondaggio pubblicato sul sito www.laborlamezia.it e dove ogni cittadino di Lamezia può dire la sua in merito alla soluzione definitiva della questione abitativa. In particolare, i cittadini, liberamente sono chiamati a dare la propria preferenza su tre quesiti: Villaggio fuori dal centro; Una sola famiglia per quartiere; Progetto dell’attuale Amministrazione comunale (più nuclei in diverse zone della città). “La pratica della legalità - dichiara il portavoce del Movimento Labor, Pasquale Scaramuzzino (nella foto) deve essere una garanzia per tutti. Il pendolo sulla questione “rom” della nostra città, eternamente oscillante tra perdonismo ultragarantista e rigorismo emergenziale, era da tempo apparentemente fermo sul lato del cosiddetto garantismo. Adesso – prosegue Scaramuzzino - nuove circostanze emergenziali, impongono un realismo critico su tutte le questioni che si attorcigliano intorno al campo rom di Scordovillo, siano esse sociali, culturali, di criminalità, effetti mediatici e reazioni politiche. Una vera e propria emergenza di ordine pubblico, sociale, culturale e ambientale; non più sostenibile e tollerabile per una città moderna e civile. Il Movimento Labor di Lamezia Terme - sostiene Scaramuzzino - propone due soluzioni: la prima è quella di realizzare un apposito villaggio fuori dal centro urbano con annessi servizi e spazi adeguati ai bisogni dei cittadini rom per la lavorazione del ferro e quant'altro, tenendo fede alla loro cultura ed alle loro propensioni sociali. La seconda soluzione, è quella di "frammentare" in tutta la città (in ogni quartiere o rione) una sola famiglia rom, laddove si individuano abitazioni sfitte. A nostro modesto avviso, l'idea di allocare 3 o 4 nuclei in diverse zone della città, o ancora 20 alloggi nelle varie contrade etc, non fa altro che aggravare la situazione e incrementare sempre il malcontento cittadino e diventa quindi inopportuna anche l’azione dell’Amministrazione che, con un recente mutuo di 700mila euro, vorrebbe realizzare case in quartieri della città; ma ciò non farebbe altro che aumentare le problematiche. A tutt'oggi, l'ordinanza perentoria della procura della Repubblica (sgombero entro 30 giorni) datata 18 marzo 2011, non sembra aver sortito l'effetto desiderato al fine di dare dignità abitativa ai rom. Solo parziali e inutili interventi che alla lunga stanno fomentando polemiche ed incomprensioni tra i cittadini di Lamezia. Noi del Movimento Labor  siano fermamente consapevoli di essere di fronte a una vera e propria emergenza: impatto inevitabile che limita e modifica  lo sviluppo del nostro territorio. Nella ridda delle interpretazioni contrastanti sulle reali intenzioni espresse sull’argomento dal sindaco Speranza, fin dal suo primo mandato elettorale, ciascuna di esse può apparire plausibile ma nessuna finora si è dimostrata concretizzabile. Certo sarebbe miope non essere consapevoli che un quadro così fosco, per di più aggravato dalle puntuali  reazioni dei cittadini, è tutt’altro che incoraggiante. Ma è proprio in momenti come questi, in cui rischia di prevalere definitivamente lo spirito di convivenza con l’illegalità   che ciascuno va messo di fronte alle proprie responsabilità, pretendendo, da cittadini innanzitutto,  una azione-soluzione che sia la più efficace possibile, snella e rapida nei tempi. Il nostro movimento - conclude Scaramuzzino -  è aperto ad eventuali proposte, e idee partecipate, per un coinvolgimento sempre più ampio. Attraverso la somministrazione del questionario si vuole creare un'apertura verso la cittadinanza, un confronto, proprio dello spirito  del movimento Labor. nello specifico quello che ci si attende raggiungere è, sia una maggiore sensibilità e condivisione verso le tematiche legate alla questione Rom; sia la compartecipazione al tavolo di lavoro già attivo all'interno del movimento Labor”.