Lamezia Terme, 11 dicembre 2011 - Nel corso di una riunione programmatica presieduta dal coordinatore provinciale del Movimento Labor Pasqualino Ruberto, e che si è tenuta mercoledì 7 dicembre 2011, nelle sede di corso Numistrano a Lamezia, sono stati nominati i primi componenti del coordinamento del movimento Labor Lamezia, che inizia così ad entrare nella sua fase operativa. La segreteria politica rimane ad interim al coordinatore provinciale Pasqualino Ruberto; portavoce del movimento Pasquale Scaramuzzino; coordinatore del direttivo (che sarà a breve nominato) Alessandro Cordiano; responsabile organizzativo Peppino Tedesco. "A giorni - è scritto in una nota - dovrebbero infine essere pronti anche i nominativi dei responsabili delle consulte e dei dipartimenti, al fine di avere subito un gruppo di lavoro plastico e operativo, adeguato nelle competenze e nelle risorse, di riferimento, pronto al confronto ed all’incontro con volesse fare parte di questa nuova realtà politico-culturale lametina, intorno a cui sviluppare riflessioni e proposte, con cui tracciare una strada ampia e condivisa che riporti in primo piano i temi dello sviluppo e della sua sostenibilità, al fine di capitalizzare le tante esperienze (economiche, sociali, culturali ecc.) in modo inclusivo e costruttivo. Questo perché è necessario che un movimento politico come “Labor” si interroghi sul frangente storico nel quale vive e sulle possibilità che ha di incidervi e, soprattutto, quando e quanto ambisca a svolgere il proprio ruolo, cioè quello di rilanciare il valore portante della politica oggi, secondo un modello che sia il più possibile inserito nel complesso ed articolato “campo di battaglia” della quotidianità; fondamentale per colmare o ridurre quel disorientamento che c’è nella nostra società, e dissipare quelle difficoltà, soprattutto giovanili, di individuare percorsi da scegliere per avere una reale prospettiva di una “città possibile”. Tutto ciò rilancia fortemente in avanti il nostro progetto politico: poter espandere ciò di cui si è consapevoli in ciò che si immagina e si progetta; convinti che senza memoria il progetto sarebbe utopia, senza progetto la memoria sarebbe rimpianto; senza coscienza responsabile dell’adesso, dell’esserci, memoria e progetto sarebbero evasione. Per questo crediamo nell’importanza di Labor come laboratorio di democrazia partecipativa, politica d’azione comune disegnata per salvaguardare e incoraggiare lo sviluppo complessivo della nostra città". A breve il movimento verrà presentato alla città nel corso di una conferenza stampa.