Lamezia Terme, 10 dicembre 2011 - "A quasi un anno di distanza dal provvedimento di sgombero dell’area di “Scordovillo”, adottato dalla procura della Repubblica, registriamo l’ennesima violenza perpetrata da rappresentanti della comunità rom nei confronti di una cittadina". Così, i dirigenti del Circolo de La Destra di Lamezia. "Ci sentiamo in dovere - prosegue la nota - di solidarizzare con la stessa “sfortunata”, che tra le altre cose ha potuto esprimere tutta la sua delusione, attraverso una lettera pubblicata da diversi quotidiani locali. Ribadendo che in realtà, atti delinquenziali si perpetuano con cadenza quotidiana da sempre all’interno del parcheggio del nosocomio cittadino, vicende come quelle descritte dalla vittima dell’aggressione, avvalorano quanto da noi sempre creduto,e cioè che la popolazione Rom è, probabilmente, più incline a delinquere che non ad essere integrata nel tessuto sociale cittadino. Non sappiamo se ciò dipenda dalla loro storia antropologica, certo è che gli ultimi 20 anni di ricca politica assistenziale, perpetrata sempre dalla stessa classe politica, ha nel tempo sedimentato condizioni sociali apatiche, che hanno alimentato un vero e proprio “cancro” al centro della nostra città. Attraverso finanziamenti di centinaia di migliaia di euro, e progetti su un’integrazione immaginaria, si sono spesi soldi pubblici, utili probabilmente, per finanziare le solite associazioni “no Profit” amiche, iniziative adottate per risolvere un problema che qualche mese fa, la stessa procura ha certificato come “fallimento”. Ad oggi le difficoltà sulla comunità “Zingara”, oltre che riguardare la convivenza, riguarda l’aspetto abitativo, ovvero l’esigenza palesata dagli organi preposti, di trovare un’abitazione per ogni famiglia rom sgombrata da “Scordovillo”. Una vera iattura per il comune che tuttavia non ha perso l’occasione di ostentare la solita “politica della legalità”, indicando come siti accessibili quelli confiscati alla mafia così che, in barba ad una equa e giusta ridistribuzione sul territorio, già proposta in consiglio comunale, chi prima aveva come vicini di casa i mafiosi ora potrà godere della tranquilla e allegra compagnia dei Rom! Sic! Come dire dalla padella alla brace.Noi de La Destra, considerata l’incapacità della comunità rom ad integrarsi, fermo restando che diverse siano le famiglie lametine oneste, degne di avere accesso ad un’abitazione, riteniamo che qualsiasi sforzo profuso nella direzione di trovare una collocazione abitativa a più famiglie ritenute già abusive (fuorilegge) presso il campo di “scordovillo”, debba cessare immediatamente in quanto questo sarebbe l’ennesimo atto di ingiustizia rivolto alla cittadinanza lametina perbene. Per quel che ci riguarda - conclude la nota - la comunità Rom, che da troppo tempo lascia in città il segno negativo della sua presenza, non ha il diritto di godere di un’abitazione di proprietà pubblica, più di quanto non ne abbia chi Rom non è".