Lamezia Terme, 23 novembre 2011 - "Nonostante il movimento Territorio e Lavoro, sia in una fase di definizione della sua struttura, e in attesa di comunicare la data ufficiale della sua presentazione, considerata la contingenza di vicende che caratterizzano la politica locale, abbiamo deciso di esprimere quello che è il pensiero di una comunità militante, presente sul territorio". Così, in una niota, i dirigenti del Movimento Territorio e Lavoro di Lamezia Terme. "Dopo sette lunghi anni di Amministrazione Speranza, ci si accorge che la città è a pezzi, e la macchina burocratica e motivo di crisi e dimissioni, addirittura, per un autorevole esponente di Giunta come Tano Grasso. La città descritta felice e rinvigorita, si è rivelata per quello che è, un pachiderma appesantito dalla disoccupazione, dal malaffare e da una amministrazione incapace di progettare iniziative concrete utili a risollevare e dare speranza almeno ai giovani. Non c’è sviluppo economico, perche non c’è da parte dei responsabili di tale settore, la capacità o la volontà di trovare soluzioni, e ci si perde in iniziative superflue, perdite di tempo e danaro che si commentano da se, ma che significativamente raccontano quella che è l’essenza di questa amministrazione, in pratica niente sostanza e vuoto di orizzonti. Vuoto, come vuote sono le iniziative di un’Amministrazione, che per sfuggire all’implosione della città, devia l’attenzione su argomenti diversi, invitando ad una seduta di consiglio comunale aperta, per la discussione “della grave situazione economica e finanziaria del nostro paese e i suoi riflessi sulle finanze comunali”. Chissà cosa ne pensano gli abitanti di via Solferino, violentati dall’abuso edilizio del comune, ridotti a subire lavori nel loro stabile residenziale senza nessuna comunicazione, e quindi violando qualsiasi normale regola condominiale, e che presto vedranno recapitarsi come vicino di pianerottolo, una bella e festante famiglia Rom, premiata con quella sistemazione perché già illegalmente abusiva in località Scordovillo. Paradossi della politica della legalità, che qualcuno demagogicamente, probabilmente vorrebbe far scadere in questioni razziste, ma che in realtà palesano una grave incapacità gestionale e decisionale di chi amministra. Nulla di personale, solo argomenti politici, duri perché la città è stanca ormai della solita retorica e di un immobilismo diventato insopportabile. Non sappiamo cosa aspettarci da costoro - conclude la nota - che brandendo la bandiera della legalità, nello stesso tempo buttano i giovani nelle braccia dei call center o del lavoro nero".