Lamezia Terme, 16 novembre 2011 - Dieci arresti per usura. Maxi-operazione a Lamezia portata a termine della Guardia di finanza, coordinata dalla procura della Repubblica di Lamezia Terme. I dettagli saranno resi noti alle ore 11. 00 durante una conferenza stampa in programma presso gli uffici della procura alla quale partecuperanno il procuratore capo, Salvatore Vitello, il comandante della Guardia di finanza di Catanzaro, Salvatore Tatta e il comandante del Gruppo di Lamezia Terme, Maurizio Pellegrino. Secondo le prime indiscrezioni, la Finanza ha sgominato
un'organizzazione di usurai che svolgeva la sua attività a Lamezia Terme e in altri
centri della zona. L'organizzazione concedeva prestiti ad imprenditori in difficoltà di Lamezia e del comprensorio applicando tassi di interesse che arrivavano a superare il 200% annuo.
I dettagli dell'operazione con i nomi degli arrestati
Durante la conferenza stampa, presieduta dal procuratore Vitello sono stati resi noti i nomi degli arrestati. Si tratta di Adriano Sesto, Bruno Cimino, Bruno Gagliardi, Francesco Pullia, Vincenzo Lo Scavo, Ferdinando Greco. Questi 6, tutti in carcere. Ai domiciliari, Teresa Ferrise, Giuseppe De Fazio, Fabio Zubba e Francesco Greco. Il procuratore Vitello, sel suo
intervento, ha stigmatizzato la pratica dell'usura che "soffoca il tessuto imprenditoriale della città", parlando di rivolta contro il malaffare e spronando i lametini a reagire. "Occorre - ha detto Vitello - un moto di risveglio perché non è possibile che chi vuole fare impresa è costretto a lasciare la città per paura di lavorare nella legalità". Quindi, ha spiegato, insieme i vertici della Finanza, i dettagli dell'operazione denomitata in codice “Lex Genucia”.
Il provvedimento ha accolto l’impianto accusatorio riportato nella richiesta di misure restrittive (accolte dal Gip, Carlo Fontanazza) avanzata dal procuratore della repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Vitello e dal sostituto procuratore Maria Alessandra Ruberto, basato sulle investigazioni svolte dalle fiamme gialle lametine a seguito di un esposto presentato da un familiare di un commerciante lametino che si era allontanato dalla Calabria improvvisamente, abbandonando l’azienda e senza informare la moglie della sua destinazione, per il timore di ritorsioni da parte dei soggetti nei cui confronti aveva contratto cospicui debiti. I preliminari approfondimenti sulla vicenda, nonostante la reticenza dell’imprenditore, hanno
consentito di delineare fin da subito alla procura della repubblica di Lamezia Terme l’ipotesi che questi fosse finito in un vortice di prestiti usurari che lo aveva condotto al dissesto finanziario. In particolare, come ha dimostrato la ricostruzione dei fatti operata dai finanzieri, man mano che la esposizione debitoria cresceva, la vittima si rivolgeva a più usurai, complessivamente, ne
sono stati individuati 8 che avevano praticato prestiti con la tecnica della “vendita” o del “cambio” di assegni, cioè consegnando o facendosi dare titoli, d’importo tra i 3.000 ed i 6.500 euro e post datati di 30 giorni, pretendendo in cambio, oltre alla somma per la copertura del titolo alla scadenza, da 300 a 500 euro d’interesse, per un tasso annuo dal 100 al 200%, non lesinando - in alcuni casi - minacce per indurre la vittima a pagare i debiti. Peculiare è risultata la posizione di un usuraio, anch’egli imprenditore, cui la vittima si era rivolto per l’acquisto di autoveicoli a credito. Infatti, a fronte della cessione di alcuni autoveicoli in cambio di assegni postdatati sono stati anche riscossi corrispettivi esorbitanti rispetto al valore effettivo dei mezzi venduti, con scarti
equivalenti a tassi d’interesse di oltre il 144% annuo. L’attività investigativa condotta dalla guardia di finanza, durata circa un anno e mezzo, supportata anche da attività tecniche d’intercettazione ambientale e telefonica nonché da mirati accertamenti bancari, ha consentito di pervenire, nel corso di numerose
perquisizioni presso presunti usurai e vittime, al sequestro di titoli di credito per circa 200 mila euro e copiosa documentazione utile alle indagini. Proprio tali accertamenti ad ampio raggio hanno consentito ai finanzieri di portare alla luce un più vasto giro di prestiti illeciti ed attività usurarie, perpetrati da altri due pregiudicati lametini, dediti alla concessione di prestiti nei confronti di vari imprenditori locali in difficoltà finanziarie, sempre con il sistema del “cambio” di assegni e modalità e tassi analoghi a quelli inizialmente riscontrati. Particolarmente ardue sono risultate le escussioni testimoniali, a causa del “muro” opposto sia dai presunti “clienti” sia dalle persone informate sui fatti, per l’evidente timore che gli usurai incutevano nei confronti
delle loro vittime, che in alcuni casi si sono rese responsabili di favoreggiamento personale. (Nelle foto: da sinistra verso destra: Adriano Sesto, Bruno Gagliardi, Giuseppe De Fazio, Bruno Cimino, Ferdinando Greco, Teresa Ferrise, Francesco Pullia, Vincenzo Lo Scavo e Fabio Zubba)