Lamezia Terme, 10 novembre 2011 - Otto persone sono state arrestate, altre nove sono sottoposte all'obbligo di dimora e 144 sono indagate nell'ambito dell'operazione denominata "Isola Felice" da parte degli agenti della Polstrada Lamezia Terme su irregolarità nel rilascio delle patenti. Nell'inchiesta - illustrata stamane negli uffici dell procura di Lamezia dal procuratore capo Salvatore Vitello insieme ai dirigenti di Polizia Manzo e Nicoletta - sono coinvolti funzionari della Motorizzazione civile, tra cui l'attuale direttore, titolari di autoscuole (2 a Lamezia, 3 a Catanzaro, 2 Praia a Mare, 1 Soverato 1 a Curinga) e persone che hanno conseguito la patente di guida senza sostenere l'esame. Molte patenti sono state rilasciate a cinesi. Questo quanto emerso dall'operazione denominata in codice "Isola Felice". In particolate, la Polizia stradale di Lamezia unitamente alla Squadra di Polizia giudiziaria del Compartimento Polizia stradale di Catanzaro nella mattinata, tra la provincia di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza, ha in contemporanea eseguito 17 ordinanze di misure cautelari personali. Otto persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari e nove alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza con l'accusa, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso d’ufficio, al falso ed alla truffa ai danni dello Stato. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo adottato dal Gip. del Tribunale di Lamezia Terme, Carlo Fontanazza su richiesta del Pm, Domenico Galletta, figurano oltre all’attuale direttore della Motorizzazione Civile di Reggio Calabria, il direttore della Motorizzazione civile di Catanzaro, il Capo area Conducenti ed un altro funzionario del medesimo Ente, unitamente a titolari e dipendenti di autoscuole e di agenzie di disbrigo pratiche con sede in Catanzaro e provincia e nell’alto tirrenico Cosentino. Nella medesima ordinanza il giudice ha disposto altresì il sequestro preventivo di 66 patenti di guida, 50 certificati di formazione professionali Adr e di 195 veicoli sottoposti a collaudo straordinario mediante la produzione di relazioni tecniche apocrife. La complessa attività d’indagine che ha consentito anche di deferire in stato di libertà altre 144 persone, è stata coordinata dal Sostituto procuratore Domenico Galletta. Gli investigatori, con l’ausilio di supporti tecnologici oltre che con le tradizionali tecniche investigative dell’appostamento e del pedinamento, sono riusciti a smascherare e smantellare un'associazione per delinquere e una rete corruttiva che operava impunemente all’interno della Motorizzazione Civile per il fraudolento rilascio di documenti di guida e certificazioni amministrative in cambio di laute ma illecite dazioni di denaro. Ad insospettire la Polizia stradale era stata l’alta percentuale di candidati, che pur risiedendo in altre provincie italiane, si iscriveva presso un’autoscuola lametina per conseguire il Certificato Adr (obbligatorio per condurre veicoli per il trasporto di merci pericolose), presso la quale, senza effettuare il corso previsto dalla normativa in materia o addirittura senza partecipare all’esame, riusciva ad ottenere il documento abilitativo alla guida. Analogamente, nello stesso periodo, la Polizia Stradale rilevava che stranamente molteplici aspiranti extracomunitari spesso mediorientali, pur non parlando e comprendendo la lingua italiana, si rivolgevano alla Motorizzazione di Catanzaro per conseguire la patente di guida, talvolta riuscendovi nonostante il giorno delle prove fossero regolarmente a lavoro in altra sede o grazie all’ausilio dell’esaminatore compiacente.
I nomi degli arrestati
Secondo quanto appreso, tra destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare e posti agli aresti domiciliari ci sono l'attuale direttore della Motorizzazione civile di Reggio Calabria; e poi Gaetano De Salvo, facente funzioni direttore della Motorizzazione civile di Catanzaro; Vincenzo De Sensi, titolare di una scuola guida di Lamezia Terme; Achille Amendola, collaboratore di De Sensi; Carmelo Tripodi, ex esaminatore; Roberto Arcadia, ingegnere; Sebastiano Fruci, titolare di una scuola guida a Curinga; Luigi Zurlo, definito dagli inquirenti il "faccendiere". (Nella foto, la conferenza stampa con il procuratore di Lamezia, Vitello)