Carabinieri_controlli_sera_archivio1Lamezia Terme, 21 settembre 2011 - I carabinieri della Compagnia di Lamezia Terme, in particolare quelli di Lamezia est principale, nel corso della notte hanno tratto in arresto (Cesare Gualtieri classe 1969) e (Emilio Gualtieri classe 1992), rispettivamente padre e figlio, poiché ritenuti responsabili dei reati di tentata estorsione e lesioni personali ai danni di un noto imprenditore del luogo. L’operazione dei carabinieri è scattata nel corso della nottata subito dopo che il Tribunale di Lamezia Terme, accogliendo la richiesta della locale procura della Repubblica, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei due soggetti, rispettivamente padre e figlio. I due arrestati, secondo quanto riportato dai carabinieri, sono appartenenti a una famiglia della quale diversi membri sono indiziati di reati di mafia, e vari familiari stessi sono stati vittime di azioni di fuoco tese alla loro eliminazione fisica nell’ambito dei contrasti tra le cosche di Lamezia Terme per il controllo del territorio. Nell’attuale episodio i due sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, mediante violenza e minacce, di aver Gualtieri_Cesarecompiuto atti diretti in modo non equivoco per costringere un noto imprenditore titolareGualtieri_nicola di numerosi negozi di abbigliamento griffato della città, ad accettare un numero imprecisato di scarpe di marca in cambio di denaro, pur in assenza di scontrino fiscale con il quale dimostrarne l’acquisto presso quel negozio, così procurandosi l’ingiusto profitto. La violenza è consistita nel fatto che, l’imprenditore, in due occasioni, proprio perché intimorito ed assoggettato dal fatto di conoscere l’appartenenza del Gualtieri Emilio ad una famiglia è ritenuta come famiglia mafiosa, aveva accettato il cambio con denaro di due paia di scarpe pur senza che il ragazzo presentasse lo scontrino fiscale, mentre ad una terza richiesta aveva opposto il suo rifiuto. Come conseguenza, pochi giorni dopo, il padre Gualtieri Cesare, mentre era in compagnia del figlio, nell’incrociare il negoziante,  diede prima un calcio allo sportello della sua auto per poi sferrare un pugno al volto della vittima accompagnando il gesto con minacce di morte. L’imprenditore, visibilmente scosso ed intimorito, raccontò l’episodio ad una pattuglia dei carabinieri in transito nella zona facendo scattare le indagini. Il Gip di Lamezia Terme, riconoscendo i gravi indizi di colpevolezza e ritenendo sussistere le esigenze cautelari in capo ai due, entrambi ritenuti soggetti pericolosi in ragione dei numerosi precedenti penali a loro carico dimostrati anche dal fatto che il Cesare è Sorvegliato speciale di Pubblica sicurezza mentre l’Emilio è Avvisato Orale di Pubblica sicurezza, ha emesso la misura cautela della custodia in carcere per il padre e degli arresti domiciliari per il figlio. Il provvedimento è stato tempestivo giungendo appena dopo tre settimane dall’evento incriminato. (Nelle foto al centro: a sinistra Cesare Gualtieri e a destra Emilio Gualtieri)