comune_nuovo_002Lamezia Terme, 30 agosto 2011 - "Il capogruppo Pdl (Raffaele Mazzei, ndr) come sempre usa la tecnica dell’insinuazione infamante. Da tempo si dedica non alla critica politica ma all’attacco denigratorio, all’insinuazione velenosa, al tentativo di diminuzione professionale e di discredito personale  dell’avversario con modi per fortuna ridicoli agli occhi dei più. Con approssimativi mezzi sintattici egli, come un disco rotto, ripropone da mesi argomenti falsi". Così, una nota di Sinistra e Libertà - partito di riferimento del sindaco Gianni Speranza - in replica alel recenti affermazioni dell'esponente del Pdl. "E’ falso e menzognero - prosegue Sel - parlare di indagini penali su concorsi per dirigenti, perché l’unica indagine in corso, annunciata dal sindaco prima di tutti, è su un esposto di un signore per il concorso dei vigili. E’ falso e menzognero parlare di dirigenti "appartenenti al partito del sindaco" perché i dirigenti apicali sono stati scelti per le loro capacità e provengono dai vertici della burocrazia regionale o pubblica per incarichi ricoperti anche con il centrodestra. A proposito: quando l’ingegnere Chirillo, stimato professionista, venne scelto come dirigente ai lavori pubblici, lui che militava in Forza Italia di cui era esponente, scelta legittima e  mai da noi contestata, Mazzei dove stava? E’ falso e menzognero affermare che la Multiservizi sia al collasso, perché la Società partecipata, unica nella regione tra quelle che si occupano di rifiuti, ha i bilanci a posto nonostante la chiusura della discarica, non è fallita come molte partecipate (calabresi e non), è cresciuta nei servizi con uno sforzo lungimirante e coraggioso per il "porta a porta", e le criticità pur esistenti sono legate ad enti che non pagano i servizi. E’ falso e menzognero parlare di un’amministrazione dove ha spazio la criminalità: se Mazzei ha notizie in tal senso l’unica strada che ha è andare in Procura. Se non lo fa allora la sua accusa è destituita di fondamento. Mazzei allude a parenti di rappresentanti in enti che avrebbero problemi con la giustizia: poiché non capiamo i linguaggi obliqui che lui usa anche lo invitiamo a fare i nomi, a dare riferimenti meno vaghi e più concreti. Se non lo fa è un pavido che tira il sasso e nasconde la mano. Sul consorzio agrario, il suo nervo scoperto, avremmo noi invece alcune domande da fare a questo censore che in tale veste ha la stessa credibilità di una volpe a guardia di un pollaio. Per oggi,però, non infieriamo anche perché il "signor" Mazzei, che ha già spaccato il gruppo determinando con i suoi comportamenti la uscita di due consiglieri, è solo. Non ci sono segnali che la sua gestione personalistica del gruppo, il taglio velenoso e personale che dà alla polemica politica, siano condivisi da tutti gli altri e da tutto il partito. Un uomo solo, dunque. Parlare a questo punto dei fatti del consorzio - conclude Sel - sarebbe come sparare sulla Croce rossa. Ma ci ritorneremo".