Gigliotti_GiuseppeLamezia Terme, 29 agosto 2011 - "Trascorsa solo qualche settimana dai referendum e da quella che si è dimostrata una vittoria della democrazia, straordinaria anche nella partecipazione popolare e che ha avviato una nuova fase nel Paese. Pare sia passato un secolo e si sta tentando di cancellare tutto. I contenuti della battaglia di alta democrazia civile, del “bene comune” si tenta di svilire e affossare". Così, Giuseppe Gigliotti presidente dell'Associazione culturale "Mondo Libero" di Lamezia Terme. "La manovra del Governo  è intervenuta intaccando in maniera seria l’esito normativo del quesito riguardante la gestione dei servizi pubblici locali, stravolgendone la disciplina. Il voto di 26 milioni di italiani è stato ignorato depotenziandolo e ponendosi con il decreto in netto contrasto con la manifestata volontà popolare. Qual è la materia del contendere? Sostanzialmente: viene incentivato l’affidamento ai privati dei servizi pubblici locali. Non c’è più l’obbligo della cessione del 51% (come nella legge abrogata), ma se il valore economico del servizio supera i 900 mila euro viene vietato l’affidamento all’interno della struttura pubblica e il socio privato non deve avere meno del 40% del capitale. Il decreto del governo ha l’accortezza di escludere i servizi idrici. Il bene “acqua” è stato il simbolo della campagna referendaria e la spudoratezza governativa non poteva andare oltre.Sul piano giuridico il primo quesito referendario non riguardava soltanto l’acqua, bensì tutti i servizi pubblici locali, come precisato dallo stesso ministero dell’Interno sulle schede elettorali. Il conflitto è così evidente da lasciare quasi increduli. E la speranza è quella di un cambiamento radicale dell’art. 4 (che beffardamente si intitola «Adeguamento della disciplina dei servizi pubblici locali al referendum...»).La Costituzione sia rispettata come la volontà popolare".