Lamezia Terme, 28 agosto 2011 - "Dall'intervento chiarissimo dell'assessore De Sensi, che gode di un osservatorio privilegiato sull'ambiente anche per il suo ruolo di dirigente dell'Arpacal, emergono almeno due elementi inquietanti sullo stato del nostro mare". Così, il consigliere comunale del gruppo "Progetto Lamezia", Antonello Sdanganelli (nella foto) che interviene sulle questioni legate alla depurazione e all'inquinamento del mare. "Il primo elemento - prosegue - è che il presidente Scopelliti si era affannato a giustificare le chiazze e le bolle verdognole che infestano le nostre acque come manifestazione naturale di micro alghe innocue, mentre, in gran parte, si tratta ancora di liquami e schifezze repellenti; il mancato funzionamento o, addirittura, la mancanza di depurazione in alcuni comuni del versante collinare e montano che pensano di praticare la politica ambientale liberandosi, abusivamente, degli scarichi prodotti dai loro cittadini nei corsi d'acqua a valle e via fino al mare. Gli sforzi dell'Amministrazione comunale di Lamezia Terme e i risultati virtuosi fin qui raggiunti in materia ambientale e di tutela del mare - evidenzia Sdanganelli - sono così vanificati dall'atteggiamento disinvolto e irresponsabile di altri amministratori locali, privi del senso di leale collaborazione e di comunità in senso globale. Tale distorsione, patita da tutti, è il frutto del mantenimento della polverizzazione del territorio in una pluralità di piccoli comuni che rende la attività di governo locale di ciascuno di essi, per una cronica mancanza di risorse finanziarie ed organizzative, complicata ed ardua, al punto che, come nel caso della depurazione, finiscono per trascurare servizi essenziali per la qualità della vita collettiva. Però, campanilismo e cecità amministrativa inveterati impediscono loro di affrontare adeguatamente problemi quotidiani ed emergenze che, invece, avrebbero potuto superare ricorrendo ad una legislazione regionale premiante in materia di gestione associata di funzioni e servizi comunali che gli consentirebbe, invece, risparmi notevoli e recupero di efficienza. Ma preferiscono rimanere da soli svolgendo un'azione amministrativa contemplativa di se stessi, ed allora è meglio per tutti l'intervento del legislatore statale per una razionale politica di aggregazione e tagli eliminando lussi che il Paese non può più permettersi. Nell'immediato, però, la comunità di turisti e bagnanti non può subire passivamente le altrui incapacità che incidono negativamente su benessere e salute, e, dinanzi ai conclamati e gravi guasti e all'inerzia sulla depurazione, senza attendere un'altra ansiogena stagione estiva, si invoca l'intervento del prefetto e degli organi statali volto - conclude Sdanganaeli - alla sostituzione degli amministratori locali inadempienti con la nomina di commissari straordinari con compiti specifici nella depurazione delle acque reflue urbane".