Panoramia_Lamezia2giustaLamezia Terme, 23 agosto 2011– Prosegue il dibattito in città e in tutta la regione, dopo la proposta di Agazio Loiero di spostare la sede del Consiglio regionale a Lamezia Terme. Di fatto, città-regione e centro della Calabria. Nel merito, si registra l'adesione convinta alla proposta, delle consigliere comunali di Lamezia, Rosa Andricciola (capogruppo del Pd) e Aquila Villella. “Lo scoppio di una crisi, come quella drammatica che stiamo vivendo - esordiscono -  non è un imprevedibile incidente di percorso ma rappresenta il punto di rottura di un sistema mal connesso, determinato da una serie di fattori segnati a monte da evidenti elementi di irrazionalità. Ecco perché, questa drammatica congiuntura, che fa emergere squilibri, storture ed inefficienze di un sistema, costituisce una sorta di momento della verità, e quindi una imperdibile occasione per una presa di coscienza, in particolare relativamente agli sprechi della Pubblica amministrazione. Su questa esigenza, richiama intelligentemente l’attenzione l’ex governatore Loiero quando -  proseguono Andricciola e Villella -  affrontando il problema dei costi di funzionamento dell’Ente Regione, a proposito del costo esorbitante degli spostamenti dei consiglieri regionali, avanza la proposta di collocare la sede del Consiglio regionale in una posizione più centrale e più facilmente raggiungibile da tutti, ovvero nel baricentro della regione cioè a Lamezia Terme. Il ruolo di Lamezia quale sede naturale di strutture direzionali di interesse regionale, in quanto baricentro della Calabria è stato per lungo tempo ed eccessivamente contrastato da iniqui criteri spartitori tra le province, incuranti degli enormi sprechi di denaro pubblico e dei gravi danni per la collettività. E' giunto il momento – concludono Andricciola e Villella - di assumere decisioni che siano meno subordinate alle logiche distorte del passato e più rispettose delle vocazioni naturali dei territori per ristabilire l’equilibrio compromesso della perequazione territoriale e per sollevare la collettività di un insostenibile quanto ingiustificato peso di oneri e balzelli”.