Catanzaro_questura1Lamezia Terme, 13 agosto 2011 - Ancora un'operazione della polizia contro la criminalità organizzata a Lamezia Terme. Agenti della Squadra mobile di Catanzaro, infatti, hanno arrestato due persone ritenute responsabili di estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa. In manette sono così finiti due esponenti ritenuti vicini alle cosche di Lamezia Terme. L’ordine di fermo è stato emesso dalla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro e tra gli indagati c'è anche il nuovo presunto reggente della cosca Giampà, che fa seguito al recente arresto di Giuseppe Giampà, figlio del cosiddetto "Professore". Secondo quanto appreso, vittima dell'estorsione per la quale sono stati fatti i due fermi, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Dda di Catanzaro, un commerciante di abbigliamento di Lamezia Terme che ha collaborato con gli investigatori soltanto dopo che la Squadra mobile aveva appreso dell'estorsione compiuta ai suoi danni acquisendo, in questo senso, elementi inconfutabili. A quel punto il commerciante non ha potuto negare l'evidenza collaborando con la polizia nelle indagini che hanno portato all'esecuzione dei due fermi. I particolari dell'operazione saranno resi noti oggi in una conferenza stampa in programma a Catanzaro negli uffici della questura.

Avevano chiesto 20mila euro al commerciante vessato

Resi noti i particolari che hanno portato ai due fermi di oggi. Si trata di due presunti esponenti della cosca di ìndrangheta dei Giampà di Lamezia Terme. Sono. Vincenzo Giampà di 41 anni (nipote del "professore) e Maurizio Molinaro 28 anni sorvegliato di pubblica sicurezza, entrambi sottoposti a fermo per estorsione ai danni di un commerciante. I due, secondo l'accusa, avevano avvicinato più volte il commerciante all'interno dei suoi negozi e fuori intimandogli di pagare 20mila euro. La vittima convocata dagli investigatori della Squadra mobile di Catanzaro, venuti a conoscenza della vicenda, ha dapprima negato tutto per poi ammettere i fatti in presenza di alcune intercettazioni.