Leone_ToninoLamezia Terme, 3 luglio 2011 - "Esprimo la mia stima a Gerardo Mancuso quale primario di medicina generale dell’ospedale di Lamezia Terme e ciò per fugare personalismi. La valutazione, invece, sulla sua funzione di commissario straordinario dell’Asp di Catanzaro contiene riserve e negatività". A parlare così, Tonino Leone, segretario regionale dei Socialiti uniti. "In una fase difficile e complessa della sanità calabrese - prosegue - occorrono capacità ed esperienze gestionali ed organizzative consolidate, così come una visione unitaria dell’intero compatto provinciale, per dare omogeneità di indirizzo in grado di coniugare contenimento degli sprechi ed efficienza dei risultati. Il risultato certo è stato, purtroppo, il depauperamento dell’organizzazione sanitaria su tutto il territorio lametino che pur rappresenta il 40% circa della popolazione provinciale. All’esodo dei primari non è stata data nessuna risposta di sostituzione: prevale la linea del “tirare a campare” interrotta da qualche passerella e roboanti annunci propagandistici che sortiscono il solo effetto di mettere a dura prova la pazienza dei cittadini.L’ospedale di Lamezia è ridotto a poco più di un pronto soccorso di smistamento degli ammalati verso nosocomi provinciali, regionali e nazionali.Va dato atto della tenacia e dell’orgoglio del personale medico e paramedico rimasto, deciso a non mollare ed a restare in trincea, pur nelle difficoltà,  per difendere la propria professionalità ed il prestigio dell’ospedale. Il maxi-emendamento prima con la cancellazione dell’Asl n° 6 e la riduzione delle Aziende a 5 provinciali; il piano di rientro, poi, targati centrosinistra si presentano come una “mannaia” sulla sanità lametina che non viene mitigata da capacità organizzative-gestionali, né corretta da una chiara volontà politica che inserisca elementi innovativi per il rilancio della sanità territoriale nel contesto regionale. L’ospedale di montagna di Soveria Mannelli non può vivere una vita di precarietà e di incertezze mettendo a rischio l’assistenza e la salute dei cittadini, ma vanno definite scelte chiare e condivise. I frequenti scioperi dei lavoratori, la bocciatura in ordine di tempo dell’approvazione dell’atto di riorganizzazione funzionale per comportamento antisindacale, ma nel merito le motivazioni sono ancora più gravi; l’invio degli ispettori della guardia di finanza del servizio ispettivo del dipartimento della funzione pubblica per “rovistare” negli atti, affidamenti, consulenze ecc.., degli ultimi 3 anni; le aperte contestazioni di cittadini organizzati in comitati spontanei per richiamare l’attenzione del governo regionale sulle disfunzioni ed i guasti della sanità lametina, sono tutti elementi che impongono un tagliando severo ed approfondito di questa esperienza per voltare pagina e recuperare il rapporto di fiducia con i cittadini-utenti. Questo è il messaggio che tra rabbia e rassegnazione proviene dai lametini. Il presidente della giunta regionale è dirigente attento ai flussi elettorali ed alla modificazione del consenso. L’alleanza Pdl-Udc non può essere mantenuta attraverso scelte di scuderia. Le sconfitte elettorali nei comuni del lametino e non solo, nonostante il peso diretto del governo regionale, sono emblematiche. La gestione della sanità c’entra qualcosa? Credo proprio di si! La fase dell’attesa e dell’osservazione è conclusa: ora è il momento dell’iniziativa politica e delle scelte concrete. Il ruolo dei socialisti - conclude Tonino Leone - sarà a difesa del diritto alla salute dei cittadini".