Reale_Italo1Lamezia Terme, 29 giugno 2011 - Nella sede del Pd di Lamezia si è tenuto un incontro con sindaci e coordinatori di circolo del lametino, il gruppo consiliare e gli assessori Pd della città e le rappresentanze istituzionali (regionali e nazionali). L’incontro sui temi dell’emergenza rifiuti, sulla depurazione e sulla sanità, è stato introdotto da Giovanni Puccio che ha inquadrato l’iniziativa come momento di riflessione sulle criticità di settori importanti per la qualità della vita e per il diritto alla salute dei cittadini di Lamezia, del lametino e di tutto il territorio regionale. Su questi temi il Pd intende promuovere, insieme ai livelli di rappresentanza istituzionale, una serie di incontri territoriali di confronto con i responsabili dei vari settori e con i cittadini che rilancino il ruolo di proposta e di opposizione del Pd calabrese. Raccogliendo così la domanda sociale che viene dalla Regione. Le relazioni introduttive di Italo Reale (nella foto), sul tema dei rifiuti e della depurazione delle acque, di Franco Pacenza, sul Piano di Rientro regionale sulla sanità ed il dibattito, hanno evidenziato l’incapacità di governo del centrodestra ad un anno e mezzo dalle elezioni. La cronaca si occupa ogni giorno di problemi  della crisi del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti e del rischio  che la situazione precipiti in conseguenza di inadempienze e contraddizioni legate a mancate pianificazioni o a localizzazioni disattese. Il  commissariamento nato come misura straordinaria e transitoria che doveva restituire in un tempo ragionevole  i poteri ai legittimi titolari  si è consolidato come sovrastruttura burocratica e di potere parallelo, senza risolvere il problema e con l’aggravante di aver contribuito a deresponsabilizzare i  gruppi dirigenti  istituzionali: sono passati 14 anni, sono state impegnate e spese ingenti somme, senza essere riusciti ad avere una pianificazione  del sistema e ancora oggi per la disomogeneità degli ambiti si producono disservizi e sprechi.C’è la necessità di consolidare ed allargare il metodo della raccolta differenziata porta a porta. Di dotarsi di un impianto di trattamento dell’organico per la sua trasformazione in compost - che l’attuale impianto di Catanzaro – Alli non offre le necessarie garanzie sulla trasformazione dell’organico proveniente dal comprensorio di Lamezia e, d’altra parte, il trasferimento della raccolta differenziata del lametino, sino a tale località, comporta un aggravio di spese non giustificabile da nessuna parte. Non ci convince la costruzione di una nuova discarica fino a quando l’ufficio del Commissario non darà corso ai lavorio necessari per il completamento del sistema regionale di smaltimento con la consapevolezza che – in mancanza di ciò – ripeteremmo una storia già vista di spostamento di tutti i rifiuti della Calabria e del lametino. In tal senso il Partito Democratico ed il Gruppo consiliare della città di Lamezia chiederanno un Consiglio Comunale straordinario aperto – da convocare con urgenza – alla presenza del Commissario per l’emergenza, dell’Assessore regionale all’Ambiente, dei Sindaci  del comprensorio e delle Associazioni ambientaliste, con un ordine del giorno specifico su queste tematiche, per mettere in campo una politica concertativa finalizzata al superamento delle criticità. Per quanto riguarda la depurazione, consapevoli che qualche risultato si è ottenuto, l’aver abbandonato il tema della programmazione e gestione – per ambiti ottimali– affidandosi ad un improbabile ambito regionale, si è complicato il lavoro di integrazione del sistema depurativo con quello della captazione delle acque, producendo una serie di disfunzioni e di gravi lacune territoriali. Pertanto, c’è la necessità di intervenire – con urgenza – per garantire la qualità delle acque del mare e, quindi, una stagione estiva balneare sicura in modo da incentivare il turismo, fonte economica vitale per i nostri operatori turistici. Inoltre, forte preoccupazione è stata espressa sul funzionamento della sanità in Calabria e nel Lametino. A distanza, ormai, di oltre un anno dall’insediamento del nuovo Governo regionale si registra solo un preoccupante depotenziamento del già fragile sistema sanitario calabrese. La salute e la sicurezza dei cittadini sono state legate all’accertamento della contabilità senza essere riusciti ad organizzare una programmazione della spesa e degli investimenti che fosse in sintonia con la domanda territoriale e con l’esigenza di razionalizzare e risparmiare risorse. Si è arrivati al paradosso di firmare una convenzione onerosa con la regione Lombardia per  3 nuovi ospedali in programmazione, mentre non si arresta  il fenomeno dei viaggi della speranza, dei calabresi che abbandonano la loro regione per curarsi nelle regioni  del centro nord. In tutto l’assetto del governo emerge un sistema continuista più preoccupato a mantenere vecchi equilibri piuttosto che affrontare i temi alla radice e avviare con il contributo di tutte le forze disponibili una vera e propria svolta nella direzione della cosa pubblica. Trovare un posto letto è diventato un miraggio, i servizi territoriali sono allo sbando, gli operatori demotivati ed i cittadini sballottati alla ricerca di una prestazione. Altro che rilancio e riforma del sistema. E’ inaccettabile, poi, la costante invadenza del potere di governo regionale negli atti di gestione. A distanza di un anno il cosiddetto tavolo “Massicci” ancora non ha dato il via libera al Piano di riordino della rete ospedaliera, poiché evidenti sono i limiti della proposta che mette a rischio il rispetto dei L.E.A. (livelli essenziali di assistenza). Mentre i calabresi continuano a pagare i tributi più alti, cosa che il Governo ha già prorogato per il 2012 a fronte anche del debito prodotto nel 2010 e che tutt’ora continua a lievitare. Rigore ed equità, merito e partecipazione, sono a parere del PD valori e pratiche di governo irrinunciabili. Nello specifico, poi, il Presidio Ospedaliero di Lamezia Terme che nella proposta di piano viene fortemente ridimensionato e depotenziato, deve invece, partendo dalle funzioni che già svolge, rafforzare e specializzare la sua offerta in favore dell’intera area Lametina. Basta annunci e slogan vuoti, ma costruiamo la sanità a misura del cittadino. Quel cambiamento annunciato non solo è rimasto sulla carta o nelle litanie propagandistiche della giunta  regionale ma si va consolidando un vero e proprio sistema che invece di far fronte agli annosi problemi calabresi cerca di riprodurre se stesso avvalendosi anche del medesimo personale che ne è stato attore negli anni passati. Infine, l’intervento conclusivo dell’onorevole Doris Lo Moro ha evidenziato quello che è emerso nelle riunioni delle commissioni parlamentari sull’emergenza rifiuti e della sanità calabrese, mettendo in risalto - con una serie di dati preoccupanti - il rischio che corre la nostra regione. Se non si interrompono i meccanismi dello spreco e della inefficienza il sistema regionale corre il rischio di collassare. A quel punto poco servirebbe la polemica o le prese di distanza . Inoltre, la parlamentare, ha richiamato l’attenzione dei presenti sul dato, messo fortemente in evidenza nella relazione, che i commissari che si sono succeduti alla guida del settore dei rifiuti non hanno realizzato discariche pubbliche ma che ciò non ha impedito la realizzazione di discariche private da parte di imprenditori che le hanno localizzate secondo le loro esigenze e non secondo le necessità della regione; sul numero elevato di discariche abusive presenti sul territorio calabrese; sul mancato rispetto del principio della prossimità; sul sostanziale fallimento della raccolta differenziata e delle società all’uopo costituite. Occorre, oggi, avere un’iniziativa del Pd e del centro sinistra che sappia indicare soluzioni e che interloquisca con tutte le forze che hanno consapevolezza della gravità della situazione. I sindaci portando la loro esperienza personale e istituzionale hanno condiviso tale impostazione. Ne è uscito un impegno unitario per promuovere tutte le iniziative territoriali conseguenti e per giungere - in autunno - a una manifestazione regionale.