Lamezia Terme, 25 giugno 2011 - Arrestata dagli uomini del commissariato di polizia di Lamezia Terme, Angela Giampà di anni 68, moglie di Michele Dattilo, fermato martedì scorso 21 giugno dalla Polizia perché considerato responsabile di omicidio premeditato e ritenuto essere l’esecutore materiale del delitto Villella. Nel corso di una delle perquisizioni effettuate, su disposizione del questore Vincenzo Roca, nel circondario lametino per la ricerca di armi, venivano rinvenute all’interno della sua casa circa 500 piante di canapa indiana, di cui 100 già mature e 400 in fase di crescita. Trovato, inoltre all’interno dell’abitazione del Dattilo e della Giampà un bunker celato dietro la parete della cucina. La donna è stata tratta in arresto per coltivazione di sostanze stupefacenti e condotta alla casa circondariale di Castrovillari. Ulteriori notizie sulla vicenda saranno fornite nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso il commissariato di Lamezia Terme. E nel corso della conferenza stampa, presieduta dal dirigente Antonio Borelli, coadiuvato dal sostituto Aldo Garito e dalla dirigente di Polizia giudiziaria, Lucia Maria Cundari, sono emersi i dettagli
dell’arresto. Particolari spiegati dal dirigente Borelli che ha comunque specificato che l’arresto di Angela Giampà “non è legato all’omicidio Villella”. Borelli ha detto che la polizia “sta indagando per scoprire depositi di armi” e che “durante la perquisizione in casa Dattilo, sono state scoperte in un orto adiacente l’abitazione in via Boccioni a Lamezia sud (nei pressi dello stadio Riga) le 500 piantine di canapa, innaffiate dalla signora Giampà (sorella di Giovanni Giampà, anche lui fermato per i delitto Villella) La stessa è stata quindi arresta per coltivazione di
canapa. Durante i controlli - ha aggiunto Borelli - abbiamo scoperto in una parete della cucina un bunker. Un luogo pulito e utilizzato di recente. Ma anche in passato, riteniamo, per la latitanza del Dattilo. Uno spazio piccolo ma utile per nascondere una persona o anche armi e altro”. Nel corso della conferenza, Borelli ha poi ricordato la personalità del Dattilo “feroce e sanguinario. Coinvolto in passato, tra gli anni Settanta e Ottanta in quattro sequestri di persona tra i quali quelli di Bertucci, D’Ippolito, Bertolami e Tripodi”. (Nelle foto: in alto un momento della conferenza stampa presieduta dal dirigente Antonio Borelli. A sinistra, Angela Giampà. Sotto a destra l'ingresso del bunker scoperto in casa Dattilo)