Benincasa_Teresa_altrafotinoLamezia Terme, 21 giugno 2011 - Riceviamo e pubblichiamo. Il confronto promosso dal Comitato “Salviamo la Sanità Lametina” alla presenza dei sindaci del comprensorio ha il merito di avere generato condivisione sul metodo da adottare per portare avanti le priorità della programmazione sanitaria: “insieme”. Alle rivendicazioni per  il Trauma center a Lamezia e il ripristino delle funzioni in passato svolte dall’ospedale di Soveria Mannelli ho apprezzato di gran lunga lo sguardo “alto” e concreto ai bisogni delle persone su cui si è sviluppato l’incoraggiamento del Vescovo della Diocesi lametina e l’intervento di don Giacomo Panizza che ha chiesto di non inglobare la discussione sull’ospedale e sui concorsi di primari: “è solo l’ospedale che fabbrica salute?”. Il dato che in me ha scavato una riflessione che va accesa nel ruolo e nella coscienza di ognuno riguarda i numeri delle morti provocati da gesti di autolesionismo. I suicidi nella nostra città hanno riguardato 85 persone. Se accostati al crescente numero di dipendenze da droghe, alcool e macchinette da gioco. Se apriamo gli occhi sull’infanzia e la  gioventù che stiamo lasciando senza attenzione,  negli spazi vuoti di una città palcoscenico di eventi negativi. Se siamo onesti e sentiamo nostro il dovere di fare qualcosa, dobbiamo impegnarsi con serietà e chiarezza. E cominciare a garantire gli spazi dovuti alla comunità perché educare la popolazione a stili di vita e modelli di comportamento sani e salutari, non è secondario. Prioritario è non lasciare morire la possibilità di cura nel territorio: a partire dai dializzati la realtà è drammatica e inascoltata. E’ razionale che si vada anche a cento kilometri di distanza per un intervento ortopedico ma per la cura e la riabilitazione è nel territorio che il fronte deve essere garantito. Per ragioni di dignità umana ma anche per ragioni di economia sociale, poichè i legami tra le persone e i luoghi generano economia. E la funzione dei luoghi trova un significato che non toglie dignità come invece accade quando sulle scelte e la programmazione intervengono logiche di speculazioni  di cui spesso i sindaci possono rendersi complici inconsapevoli, ma non per questo meno responsabili. E questo accade anche Lamezia, dove al di fuori delle parole, il primo cittadino ha ritenuto di non doversi impegnare, come su mozione gli veniva chiesto, per evitare la soppressione della guardia medica nei centri più periferici, lasciando gli anziani alla mercè di liste di attesa quando basterebbe una convenzione, sollecitata nel ruolo giusto a garantire i livelli minimi di prevenzione dal rischio di malattie croniche. accade a sant’eufemia, mentre si continuano a progettare palazzi e supermercati e laddove le funzioni sociali e produttive reclamano verde e legalità. E’ proprio vero che per programmare sanità bisognerebbe prima andare a scuola di bene comune.

Teresa Benincasa
Consigliere comunale Pdl Lamezia Terme