Lamezia Terme, 20 giugno 2011 - Riceviamo e pubblichiamo. Se, in previsione delle elezioni amministrative e referendarie, il circolo Lazzati ha ritenuto opportuno chiudersi in un dignitoso riserbo per quanto concerne la spaccatura provocata, ad arte o per incapacità politica, dal segretario regionale Maurizio Feraudo nei confronti dei due circoli di Italia Dei Valori, presenti nel territorio lametino, all’indomani dei risultati ottenuti ritiene giunto il momento di chiarire, democraticamente e alla luce del sole, l’analisi del voto e la situazione politica del partito nel nostro territorio. Senza contare che, per quanto riguarda Idv, non si sono potuti nemmeno nominare i rappresentanti di lista per le operazioni di scrutinio nelle elezioni referendarie in quanto non ci sono state date neppure le deleghe, è quantomeno deludente che in una città a conduzione di sinistra, una delle poche nel suolo calabrese e che per giunta è la terza città della regione, non si sia raggiunto il sospirato “quorum”, laddove proprio l’anno scorso Idv ha partecipato attivamente e con successo alla raccolta delle firme “ pro referendum” raggiungendo più di 3000 adesioni ad una causa che oggi è risultata vincente a livello nazionale, ma che non trionfa di certo a livello regionale. Forse non estraneo a questo risultato è il comportamento antidemocratico del segretario regionale, che si è manifestato tale non solo a Lamezia Terme, dove l’unico posto di sottogoverno disponibile per il partito è stato attribuito a persona scelta ed imposta soltanto da lui (come risulta da corrispondenza inviata dal sindaco Gianni Speranza al Circolo Lazzati) e senza tenere in alcun conto la volontà democratica di entrambi i circoli che avevano proposto due nominativi, ma anche a Rende dove lo stesso pretendeva di far nominare come presidente del consiglio comunale cittadino un uomo di sua fiducia, senza tenere in alcun conto l’espressione democratica del territorio che ha proposto per Idv la massima visibilità politica da attribuire a persona ancora da scegliere e nominare democraticamente all’interno del partito nella città di Rende. L’esatto contrario di quanto accaduto a Lamezia Terme, dove, al posto del promesso assessorato, ci si è accontentati di un cda alla Lamezia Europa. Per fortuna non tutti i sindaci si lavano le mani come Ponzio Pilato e si sottopongono al “dictat” che viene dall’alto; a Rende un sindaco “ non don Abbondio” ha trovato il coraggio di opporsi a “Don Rodrigo” prima ancora che questo sia stato fatto fuori dalla “provvidenziale peste” di memoria manzoniana. Urtato nel suo orgoglio di dominatore domato ed immemore non solo dei tempi passati, ma disattento anche a quelli odierni in cui tutti i dittatori stanno scomparendo persino in Nord Africa e Medio Oriente, il Nostro non solo ha avuto la tracotanza di commissariare il partito a Rende (che intanto ha ottenuto alle ultime votazioni la percentuale più alta d’Italia pari al 7,59%) dove il segretario cittadino, Giovanni Falanga, si è dimesso ( restituendo addirittura la tessera di un partito nel quale più non si riconosce, mentre il consigliere Domenico Frammartino ha indetto una conferenza stampa nella quale si è evidenziato il clima da far west politico che ultimamente contraddistingue Idv in Calabria), alla notizia che Maurizio Feraudo aveva ottenuto dal Presidente della Provincia di Cosenza non solo un assessorato per Mario Caligiuri, che alle ultime elezioni si è candidato addirittura nel centro destra a Spezzano della Sila, quanto che ha nominato lo stesso Caligiuri commissario di Idv nella stessa città di Rende. Ma tornando ai fatti ed ai misfatti in casa lametina, l’arroganza del nostro segretario si è palesata sin dal suo insediamento nominando per la città di Lamezia un referente che durante la recente campagna elettorale per le amministrative ha fatto notoriamente votare addirittura un altro partito e che, in previsione di qualunque manifestazione o riunione, non si è disturbato neppure di avvertire il circolo Lazzati che pur esiste e conta un notevole numero di tesserati ( anche se burocraticamente la pratica non risulta ancora definita per responsabilità degli stessi segretari provinciale e regionale) e che ha tra i suoi sostenitori lo stesso padre della legge Lazzati, anch’egli tenuto a debita distanza in qualsivoglia tipo di manifestazione. Il suo modo di fare politica è comunque condiviso dagli adepti di altri circoli che con i principi della legalità e della trasparenza hanno poco in comune tanto che su facebook inneggiano ai successi, quanto meno discutibili, del segretario regionale di Idv. Che dire poi del suo vice? Solo che nel suo paese di origine, nelle recenti amministrative, ha raccolto la bellezza di 59 preferenze. Che forza! Vero è che anche a Catanzaro Idv si è dimostrato debole raccogliendo soltanto 463 voti; e forse in questo è da ricercarsi la giustificazione dell’ arroganza e della tracotanza del Segretario Regionale sull’intera provincia di Catanzaro in cui mancano anche l’apporto ed il sostegno che consiglieri regionali, oculati ed attenti, come De Masi Emilio, Talarico Domenico e Giordano Giuseppe fanno invece giustamente pesare e tenere nella giusta considerazione in provincie come Crotone, Cosenza e Reggio Calabria Ma tanto beato isolamento “cui prodest”? forse il Nostro intende mettere in atto il proverbio: “in un mondo di ciechi beato è l’orbo.
Caterina Destito
Presidente circolo Idv “legge Lazzati 173/2010” Lamezia Terme