Cristiano_Massimo_udcLamezia Terme, 31 maggio 2011 - Il consigliere comunale dell’Udc, Massimo Cristiano in un’interrogazione al sindaco di Lamezia, chiede lumi sullo “stato delle politiche dell’Amministrazione comunale in materia di protezione civile”. Cristiano, in premessa fa riferimento “agli ultimi tragici eventi del sisma verificatosi in Abruzzo aprile hanno evidenziato ancora una volta  la pericolosità sismica dell’intero territorio nazionale e la necessità di attivare, a qualsiasi livello, politiche concrete in materia di protezione civile; tali ultimi eventi calamitosi - prosegue - hanno altresì evidenziato come l’efficacia dei soccorsi dipende da una preventiva azione di pianificazione dell’emergenza soprattutto a livello locale, accanto ad un corretto uso del territorio e ad una conoscenza sistematica delle condizioni del patrimonio edilizio e infrastrutturale; avvertiamo tra la popolazione cittadina il sollevarsi di pressanti  domande sul livello di sicurezza del nostro territorio e sulla effettiva capacità di risposta delle istituzioni locali ad eventi di natura sismica; Considerato che: il sindaco - aggiunge Cristiano - costituisce la massima autorità comunale di Protezione civile ai sensi dell'articolo 15 della Legge 24.02.1992 n° 225; il territorio del Comune di Lamezia Terme è classificato come ad alto rischio sismico (Zona 1) ai sensi dell’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri numero 3274 del 20 marzo 2003; ad oggi, negli ultimi anni, si sono verificati decine di eventi sismici, di cui uno di magnitudo 3.3, nel viciniore distretto sismico della Sila, registrati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv); sul territorio lametino insistono, oltre al rischio sismico, altri rischi, tra cui quello di natura idrogeologica così come evidenziato nelle emergenze meteo del novembre – dicembre 2008 e gennaio 2009 e gennaio 2010 e certificato dal Piano di Assetto Idrogeologico con presenza sia di aree a rischio frana sia a rischio idraulico; il Capo della Protezione Civile e sottosegretario Guido Bertolaso, nella relazione tenuta in Commissione Ambiente del Senato in data 04.02.2009, a seguito degli eventi calamitosi di natura idrogeologica verificatisi in Calabria nel periodo novembre 2008 – gennaio 2009 riferiva testualmente: “ …. È da chiedersi quanti Piani di emergenza, pur davanti ad una chiara identificazione delle situazioni pericolose, siano stati predisposti dalle Amministrazioni Comunali.” e - continua Bertolaso, riferendosi alla situazione calabrese nella risposta agli eventi calamitosi –  “ … si tratta di azioni non sistemiche né sistematiche, ossia che si limitano a fronteggiare l’evento in corso, prescindendo da un’attività ordinaria di preparazione e pianificazione che al contrario, in Calabria, si rivela assolutamente inadeguata. … “ e - conclude Bertolaso – “ … si ritiene che l’attuale organizzazione della protezione civile calabra se in qualche modo riesce a fronteggiare eventi localizzati, laddove non contemporanei e diffusi in ampie aree o in più provincie, risulterebbe totalmente inadeguata in caso di eventi a maggiore scala che  richiedono necessariamente un’attività di preparazione e, in emergenza, un’azione forte di coordinamento…”, al fine di tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi, per come previsto dall’art. 1 della Legge 225/92, al fine di evitare che l’inerzia dell’Amministrazione produca ulteriori danni, si chiede al Sindaco quali sono state, ad oggi, le politiche di Protezione civile portate avanti dall’Amministrazione Comunale ed in particolare: Se e a chi e quando è stato dato incarico di redazione del Piano di Protezione Civile comunale; se è stata avviata un’azione di verifica antisismica del patrimonio edilizio ed infrastrutturale pubblico e privato. Se e come – conclude Cristiano - è stato valorizzata la grande risorsa del volontariato di protezione Civile lametino che, con alcune associazioni, svolge ruoli di primo piano nella prestazione del soccorso sia a livello nazionale che internazionale; Se è funzionante, attivo e riconosciuto dalla prefettura  il Centro operativo misto (Com12) di Lamezia Terme per il quale sono state investite risorse finanziarie pubbliche; da chi vengono letti gli allerta – meteo provenienti dalla Prefettura di Catanzaro e quali sono le azioni conseguenti che la macchina comunale pone in essere; se esiste, almeno, un Comitato Locale di Protezione civile con funzione di Unità di Crisi Locale, al quale fare riferimento in caso di emergenza, a cui vengano chiamate a partecipare tutte le componenti, a livello locale, del Sistema di protezione Civile. Un tema importantissimo per tutta la città di Lamezia Terme in quanto sulla sicurezza di noi tutti non bisogna mai e poi mai abbassare la guardia. Si ringrazia in particolare quanti nel partito lametino dell’Udc hanno contribuito alla stesura di questo importante documento frutto di una sintesi dibattimentale”.