Lamezia Terme, 17 maggio 2011- Il
capogruppo Udc in Consiglio comunale,
Massimo Cristiano interviene sulla
questione Rom alla luce delle decisioni assunte dalla Giunta Speranza. “Ho appreso oggi dalle parole del sindaco Speranza in commissione ambiente presieduta dalla presidente Mariolina Tropea e urbanistica presieduta da Francesco Grandinetti, riunite in modo congiunto, le intenzioni dell’Amministrazione comunale in merito alla problematica sui Rom. Nel Consiglio comunale tenutosi sui Rom - prosegue Cristiano - era stata espressa da parte di tutte le forze politiche, anche con un documento finale, la necessità di dislocare, o meglio parcellizzare, i Rom su tutto il territorio, posizione questa sulla quale si era espresso positivamente anche il
prefetto. Il messaggio era chiaro: un nuovo ghetto o addirittura più ghetti a Lamezia Terme non li vuole proprio nessuno. Mai più un’altra
Scordovillo o peggio ancora tante piccole Scordovillo, e ciò sia per la sicurezza e l’ordine pubblico, sia per le aspettative di vita dei rom che vogliano integrarsi realmente. Che nell’intenzioni dell’Amministrazione c’era la volontà di dislocare gli abitanti di Scordovillo in località
Lenza, già il sottoscritto era stato informato in una riunione dei capigruppo avvenuta circa un mese fa e già in quella sede avevo manifestato l’assoluta e totale contrarietà a una tale ipotesi progettuale, optando, ancora una volta, per dislocazione su tutto il territorio lametino con massimo due nuclei familiari a zona. In quella sede avevo anche espresso il perché di quella posizione che ritengo ancora oggi la migliore possibile per un’effettiva e pacifica integrazione. Poiché quello da me espresso era ampiamente condiviso e condivisibile ritenevo che tale inusitata proposta fosse stata accantonata( per questo motivo e per un senso di responsabilità avevo valutato di non diffondere tale notizia). Invece devo purtroppo prendere atto che, ancora una volta,
l’Amministrazione comunale, in solitudine e senza informare i capigruppo o comunque aprire un confronto su tale tema,
ha deciso di percorrere sino in fondo quella assurda proposta, senza valutare altre ipotesi. Stante quanto abbiamo avuto modo di apprendere
in località Lenza verranno spostati 10/12 nuclei familiari Rom,
con una spesa di circa 1.700.000 euro, tutto ciò
in una zona dove insistono molte attività produttive e in una zona a alta vocazione viticola.
Ancora, in località Marchese-Carrà-Mazzei confluiranno altri 28 alloggi da completare, insomma nel giro di 2 chilometri, in linea d’aria, saranno dislocati un notevolissimo numero di rom. Prendendo atto poi che ogni
nucleo familiare è
composto in media da almeno 5/6 componenti, il conto è fatto. Questa decisione non ci sembra né opportuna né logica né utile. Non è spostando il problema
da Scordovillo a Capizzaglie-Scinà che lo si risolve. L’integrazione, ove possibile, deve tenere conto di diversi e variegati aspetti che vanno dall’effettiva risocializzazione, allo smembramento delle sacche della criminalità, al miglioramento delle condizioni di vita. Poiché siamo ancora sul terreno delle proposte, invito l’amministrazione comunale a rivedere questa soluzione, percorrendo quella della dislocazione sull’intero territorio lametino che, dopo Reggio Calabria,è il più vasto dell’intera Calabria. Nel nuovo Piano strutturale comunale, in località Lenza-Carrà-Marchese-Mazzei
è prevista la costruzione di un nuovo cimitero. Con rammarico prendo atto - conclude Cristiano - che si creerebbe nel giro di 2-3 chilometri quadrati un triangolo con due insediamenti rom e un cimitero. A voi le conclusioni.
L’Amministrazione ascolti le proposte altrui, ascolti anche i cittadini, perché, in fondo e per davvero, le decisioni, seppur difficili, devono essere sempre condivise con e dalla maggioranza dei cittadini”.