Lamezia Terme, 9 novembre 2013 - Presentato ufficialmento, dal consigliere comunale Massimo Cristiano, l’emendamento sul Piano strutturale comunale annunciato nei giorni scorsi, per quanto concerne l’art 73 del nuovo Regolamento urbanistico edilizio, testo allegato alla proposta del Psc,"naturalmente -evidenzia lo stesso consigliere - ne seguiranno altri, circa 200 che riguarderanno tutto il territorio lametino, in particolare le Terme, e su questo argomento fa accapponare la pelle sentire ancora oggi il solito ritornello, quando si trascura l’aspetto principale e cioè lo sfruttamento delle acque sulfuree, tutto il resto è speculazione edilizia, senza reale sviluppo del territorio.
Una nuova idea di città, quella città pensata dai padri fondatori prevedeva la reale unione dei 4 centri urbani, i quartierei: Nicastro-Sambiase-S.Eufemia-Scinà-Capizzaglie, il preliminare del Psc approvato nel 2010 dava in linea di massima un senso diverso di città, racchiudeva la città in una sorta di cintola delimitata dal nuovo asse stradale intermedio che taglia la città in modo trasversale da località Bagni fino a via del Progresso, delimitando il centro urbano con le aree rurali, oggi tutto questo è stato stravolto. Credo si indispensabile rimettere ordine alle periferie e di riordinare nel loro insieme i centri abitati di Sambiase, Nicastro e ScinàCapizzaglie.Nell’ emendamento si chiede di abrogare dall’ art. 73 le parole gli insediamenti diffusi sono classificabili dal PSC come inedificabili, e proporre sempre Art 73 comma 2 a monte del nuovo asse stradale intermedio(rettifilo Bagni - via del Progresso) come da riferimento Tav 2.2 schema di preliminare PSC art. 15 (ambiti di selezione del territorio urbanizzabile),valgono le azioni comprese nell’ art 65 del R.E.U., ovvero in linea con lo schema del preliminare del 2010, è inimmaginabile quindi non pensare alla reale unificazione dei centri urbani di Nicastro-Sambiase-Scinà-Capizzaglie , oggi assistiamo alle cosi dette macchie di leopardo, ovvero zone sparse che saranno rese edificabili, senza un idea di città. Questa è la proposta mia e del partito che rappresento, proposta fatta anche in sede di Commissione Consiliare che è stata recepita a metà, in quanto è forte l’ostruzionismo del gruppo consiliare che fa capo proprio al Sindaco, che vuole lasciare il vincolo di inedificabilità e quindi ghettizzare i quartieri Scinà e Capizzaglie, credo che in nessuna parte d’Italia esiste un qualcosa del genere ovvero inserire vincoli di inedificabilità (non è possibile costruire) in aree densamente abitate, quando poi assistiamo a manifestazioni di interesse private dove il gruppo di lavoro, composto da Dirigenti nominato dal Sindaco,vorrebbe rendere edificabili intere porzioni di territorio di dimensioni incredibili, anche fino a 250.000 mq per una sola manifestazione di interesse(quelle accolte sono 110 circa su 400 presentate). Negli insediamenti diffusi, dicitura tirata fuori dal cilindro non so da chi, partendo dal presupposto che non si può costruire, si lascia una piccola possibilità ai lotti interclusi sotto i 2000 mt ove però non siano presenti condonati, quindi facendo una panoramica sul territorio, cosa che alcuni dirigenti comunali nominati dal Sindaco svolgono rare volte, si può constatare che non è applicabile, allora la riflessione è d’obbligo , o c’è incompetenza(escludo) o c’è un indirizzo di carattere ideologico estremista-giustizialista. Questo piano è completamente inadatto per la città, che sia chiaro nulla contro chi legittimamente fa delle proposte per poter aumentare i servizi anche con zone residenziali, ma deve valere un principio universale ovvero quello della trasparenza e della equità sociale, non è possibile sacrificare intere porzioni di territorio che realmente risultano oggi già centro abitato con tutti i servizi primari annessi, e privilegiarne altre ipotetiche. L’idea del piano oggi ruota tutto in nome delle manifestazioni di interesse private commettendo il grave errore di lasciare nel caos le periferie,è una logica che cozza con l’idea di ridisegnare la città, infatti non ci sono nuove strade, nuove piazze, nuovi servizi, nuovi giardini, nuovi viali, nuovi parcheggi, il potenziamento della rete stradale esistente, una nuova zona adibita a fiera, un piano della costa, solo per citare alcuni aspetti, senza dimenticare la faglia sismica non inserita nel piano. Sette anni di lavoro tanto denaro pubblico speso, si sente spesso il ritornello che se non si approva il piano non ci sarà sviluppo? Io sono convinto del contrario, ovvero che il piano partorito dalla Giunta nel dicembre 2012 preclude allo sviluppo della città. In commissione consiliare avevo proposto di raccogliere le proposte di ognuno e di inviarle ai progettisti per un nuovo disegno del Piano, naturalmente non è stata questa idea non è stata recepita perché incombe lo spauracchio delle elezioni anticipate,quindi la paura di restare con il cerino in mano è forte, solo cosi si spiega di inserire in calendario per i prossimi consigli in tutta fretta il PSC, guarda caso proprio prima del bilancio di previsione, sicuramente non è colpa di chi fa opposizione se il Sindaco ha perso la sua maggioranza e ha applicato solo il 5% del suo programma elettorale, si era detto che non si sarebbe mai approvato un piano cosi strategico per la città in seconda convocazione(bastano 10 consiglieri) ma guarda caso il consiglio è stato programmato con la seconda convocazione, coincidenze?ai posteri ardua sentenza".