Lamezia Terme, 5 novembre 2013 - Operazione antidroga della polizia di Lamezia Terme per l’esecuzione di provvedimenti cautelari emessi dal Gip presso il Tribunale di Lamezia Terme nei confronti di otto persone ritenute responsabili di numerosi episodi di cessione di stupefacente del tipo cocaina e canapa indiana.
L’illecita attività avveniva nel quartiere ovest ed è stata accertata all’esito di complessa attività investigativa di carattere tecnico, durata oltre sei mesi. Gli odierni arrestati, quasi tutti giovanissimi, gestivano di fatto l’attività di spaccio al minuto nella zona di Lamezia ovest. Alcuni degli affiliati appartengono a famiglie malavitose lametine coinvolte in passato in faide sanguinose. Sono impegnati nell’operazione 40 uomini del Commissariato di di Lamezia Terme e unità cinofile antidroga di Vibo Valentia. I particolari saranno resio noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà in commisariato alle 11,00.
Gli arrestati
Le persone arrestate stamne dalla Polizia sono, Antonio Pagliuso 24 anni, Pasquale Buffone 24 anni, Alessandro Tutino 27 anni, Salvatore Pulice 23 anni, tutti residenti a Lamezia. Le persone agli arresti domiciliari: Luigi Rossetti 29 anni, Maurizio Palmieri 25 anni, Giacomo Gallo 29 anni con obbligo di dimora, tutti residenti a Lamezia. L'ottava persona, di cui non sono state rese nore le generalità, è ricercata. Secondo quanto emerso dalla conferenza stampa,l’inchiesta è stata condotta dal dicembre 2012 a marzo 2013. Intesa e articolata, hanno avuto modo di ribadire il procuratore della Repubblica, Domenico Prestinenzi e il dirigente del commissariato lametino, Antonio Borelli. L'operazione, denominata in codice "Strike", ha interrotto un imporrante traffico di cocaina e marijuana, che si svolgeva prevalentemente in piazza Diaz. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo forniva cocaina anche a professionisti e persone insospettabili della città che la utilizzavano soprattutto nei giorni di festa e nel periodo di Natale in particolare. Alcuni degli affiliati al gruppo come Antonio Pagliuso, Pasquale Buffone e Salvatore Pulice, appartengono, hanno evidenziato gli inquirenti, a famiglie coinvolte in faide e legate a clan.