Asilo genericaLamezia Terme, 3 novembre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Prendiamo atto che con malcelata acrimonia l’assessore comunale Gallo, anziché rispondere a delle nostre legittime richieste afferenti la posizione delle persone meno abbienti della nostra città e del consequenziale (leso) diritto all’istruzione, all’integrazione ed alla socializzazione dei loro figli, preferisce proferire offese del tutto gratuite.

Ognuno ha la sua cultura edil suo modo di interloquire, relazionarsi e confrontarsi, noi abbiamo i nostri, per cui non accetteremo le sterili provocazioni. Certo è che non siamo “accecati”, al contrario vogliamo solo “vederci” chiaro.Il dato rimane: le rette degli asili nido pubblici lametini sono carissime, in alcuni casi mandare un figliolo all’asilo privato è assai meno costoso. Giusto per non rimanere nella nostra regione, riportiamo i dati di Roma capitale dove una famiglia benestante spende 146 Euro, mentre a Lamezia per sole quattro mezze giornate in più la stessa famiglia ne spende ben 220, ma si sa Lamezia è Lamezia. Senza farci distrarre dalla polemica intentata ad arte dall’assessore Gallo, il tema su cui avevamo incentrato il nostro intervento era ed è il diritto dei bambini poveri della città a frequentare, come tutti gli altri coetanei, l’asilo. L’assessore, bravo a nicchiare sul punto, ha sciorinato personali tesi su dati oggettivi, disquisendo lungamente anche su argomenti come “i pannolini” che certamente non ci affascinano e su cui preferiamo stendere un velo caritatevole. Lo ribadiamo: i nostri cittadini indigenti (con reddito Isee pari allo 0) dovendo corrispondere 85 euro mensili per la retta degli asili nido pagano assai di più di quanto fanno i cittadini benestanti di Catanzaro (con reddito Isee di 19.900 euro) che ne versano solo 70. Ripetiamo la domanda: come fanno le famiglie povere della città a mandare i propri pargoli all’asilo se devono pagare 935 euro all’anno a fronte di un reddito annuo Iseepari allo 0? Poiché l’assessore autoincensandosi (perché altrimenti forse nessun altro lo avrebbe fatto) ha asserito che siamo la città più accoglientein tema di offerta formativa per gli asili nido, ci chiediamo: che città è quella che esclude da tale offerta i più deboli ed i più bisognosi? La stragrande maggior parte della città italiane non fa pagare nulla a chi ha reddito Isee pari allo 0 e questo succede a nord ed a sud della penisola, nella città metropolitane ed in quelle piccoline. Accade a Milano, a Venezia, a Bologna, a Pistoia ma anche a Pescara, a Potenza, a Catanzaro e pure a Serravalle Servinia e finanche a Pontremoli, solo per citarne alcune. L’assessore, con un linguaggio criptico tutto politichese, asserisce che situazioni di estrema gravità verranno valutate e prese in considerazione, ma ribadiamo: cosa deve certificare in più chi ha un reddito Isee pari allo 0 per attestare il suo stato di indigenza? Forse uno sconfinamento di fido alla banca per più di 5.000 euro?  Se la situazione non fosse così seria,la risposta dell’assessore ci farebbe sorridere.Fa specie che un governo di sinistra non presti attenzione a chi ha veramente bisogno. Noi senza tentennamenti diremo sempre la nostra quando si tratterà di difendere gli ultimi ed i più deboli,il fine sarà solo di fornire per quanto possibile un contributo fattivo.Si cosparga un po’ di cenere sul capo l’assessore Gallo e ponga, assieme alla Giunta Speranza,rimedio ad una situazione assurda che lede i diritti di bambini che hanno avuto il solo “torto” di nascere in famiglie con gravissime difficoltà economiche.

Giovani Udc Lamezia Terme