Lamezia Terme, 29 ottobre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Come facilmente prevedibile, sulla tematica “rom” non registriamo alcun intervento interessante o contributo propositivo che vada nella direzione di risolvere concretamente la problematica.
Di consuetudine, ci viene riproposto il solito spettacolo delle associazioni “no Profit”, che in realtà farcite di danaro pubblico, continuano a somministrarci la solita solfa dell’integrazione senza se e senza ma con progetti ed iniziative “coloratissime”, dove poco importa se a dieci metri da dove si svolgono arrestano l’ennesimo rom per furto, l’importante è provarci, certo a condizione che tutto sia a spese del contribuente.Ai carrozzoni sterili poi si associano sigle non meglio identificate, che dovrebbero rappresentare collettivi o centri sociali, esistenti forse solo su Facebook e di cui i componenti, ammesso che siano più di uno, senza avere il coraggio di firmarsi lanciano strali verso chi, giorno per giorno attua una politica seria tra la gente, mettendo la faccia su ogni iniziativa che intraprende, facendo seguire a progetti, articoli di giornali e conferenze, azioni di militanza reale sul territorio, un qualcosa di oramai sconosciuto a tutte le sigle della galassia giovanile di sinistra, che nei fatti in città latita. A questi ”politicamente non pervenuti”, oltre a ricordare che da tempi non sospetti siamo schierati contro il “circo dell’integrazione a spese dei cittadini Lametini”, li invitiamo ad andare a leggere il dato elettorale che contraddistingue la nostra performance negli ultimi anni, i componenti del “collettivo da tastiera”noteranno solo un aumento costante, segno evidente di consenso popolare. Siamo un movimento Nazional popolare, in questo senso siamo populisti, nella misura in cui con un espressione poco moderata ci schieriamo contro l’èlite e a favore del popolo. Ai comunisti di “ex Palestra”, ribadiamo che noi vogliamo lo sgombero di “scordovillo” dettato da un decreto di esecuzione emanato dalla Procura di Lamezia Terme il 23/03/2011, un provvedimento nel quale è certificato nero su bianco il totale fallimento delle politiche integrative e di assistenzialismo perpetrate dall’amministrazione Comunale attraverso tutte le associazioni che hanno potuto beneficiare di risorse economiche per gestire la pratica.Su via degli Uliveti stiamo conducendo una battaglia di giustizia sociale, per questo motivo ci sentiamo in dovere di intervenire e rispedire al mittente le sue farneticazioni, affermando che un’ amministrazione comunale può decidere molto, può cambiare destinazioni d’uso, può adeguare gli immobili, il tutto rapportandosi ai tempi e alle contingenze. La costruzione di questo immobile è iniziata 20 anni fa, altro contesto sociale altro contesto storico, oggi se i rom sono cittadini lametini a pieno titolo, non possono avere corsie preferenziali dettate dal carattere etnico, non possiamo più permetterci il lusso di discriminare gli Italiani che pagano le tasse.La nostra è una battaglia di civiltà che non solo verrà portata avanti, ma ci vedrà impegnati con tutte le nostre forze, anche a costo di incatenarci ai cancelli.In ogni modo il bigotto ragionamento di chi ci ha criticato, oltre a stridere con le sue stesse affermazioni quando parla del “rischio nuovo ghetto se si sposteranno numerosi nuclei rom a via degli uliveti”, siamo sicuri a breve verrà subissato dalla gente, che con la mancanza di lavoro, con gli sfratti, il difficile accesso al credito e alla casa, si ribelleranno al perbenismo benpensanti di chi con le sue teorie negli ultimi 68 anni ha rovinato la nostra società.
Luigi Taverna
Dirigente MTL-LD