Lamezia Terme, 29 ottobre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Non stupisce affatto la difesa dell’avvocato Mirigliani alla proposta redatta dall’architetto dell’Antiracket lametino, Mariateresa Morano, di attuare in convenzione con il Comune un piano di urbanizzazione delle aree di proprietà catastale dell’antica Cissel trasformata in società per azioni nelle mani di ereditieri e soci.
Stupisce che il Comune, attraverso l’Ufficio tecnico, abbia ritenuto di autorizzare senza acquisire il nulla osta paesistico facendo valere invece il brutto espediente del silenzio assenso a cui si lega la storia degli scempi edilizi. Sia chiaro che io sono tra quegli abitanti che vede di buon occhio gli investimenti dei privati a patto però che siano chiari e onestamente definiti gli interessi per la collettività. Bisogna fare chiarezza e dare certezza sulle modifiche al progetto iniziale che riguardava l’orrenda costruzione di oltre 150 appartamenti, su stecche di cemento alte quattro piani, di cui il pianto terra ad uso commerciale, che avrebbero chiuso definitivamente l’area davanti la Chiesa di San Giovanni Battista e quella al lato del fiume Zumpello che scorre sotto l’asfalto di via Boccioni e che i progettisti non sembrava avessero oggettivato con verità: praticamente il triangolo che dalla Chiesa sale verso la stazione centrale. Tralasciando le argomentazioni sul mattone considerato dai più volano di sviluppo sebbene sia evidente una realtà del tutto opposta come si vede nelle aree in cui il degrado sociale prende la forma plastica dell’edilizia di scarsa qualità architettonica, vedi Scampia, lo scrupolo che dovrebbe avere animato chi ha una funzione pubblica e si è trovato a istruire una proposta tanto imponente, dopo la verifica di conformità legale, è quello di riuscire a garantire la funzione pubblica di un comparto di eccellenza regionale per la presenza delle infrastrutture di accesso (Ferrovie, Autostrade e Aeroporto)rispetto all’interesse privato di monetizzare il suolo. Un punto sollevato da un articolo di stampa riguarda la credibilità degli interlocutori e la strana condizione di monopolio delle progettazioni che trovano calorosa ospitalità con procedure che per nessun altro sarebbero state ritenute idonee o conformi alle regole urbanistiche che disegnano e condizionano il territorio. All’avvocato Mirigliani rivolgo un appello, analogo a quello che ribadisco all’ufficio tecnico comunale che ha istruito la pratica, e che in particolare la Giunta, ad oggi esclusa dall’iter burocratico prescelto con la conferenza dei servizi, ho motivo di credere saprà valutare positivamente. L’appello è quello di voler illustrare il progetto Pau mai giunto in Consiglio Comunale, nella chiare e aperte stanze della sala parrocchiale in modo da sgombrare il campo da ogni sorta di confusione e di rumore che non promette bene. Spero che l’interesse a conoscere da parte dei residenti di un quartiere dove il piano edilizio produrrà i suoi effetti sia ancora considerato un bene meritevole di tutela. Nel frattempo sarei davvero felice se in un incontro pubblico potessimo avere notizia di quei lavori che riguardano l’area dello Zuccherificio dove la Cissel spa ha da anni il potere di realizzare un progetto stupendo che farebbe i sogni di chi non vede l’ora finisca l’incubo dell’abbandono scandito da incendi, abusi e giri loschi. Per una volta, l’avv. Mirigliani invece di inforcare la penna, dia una data in cui prendere e concedere la parola.
Teresa Benincasa
Consigliere comunale
Gruppo Misto-Componente Centro democratico