Lamezia pianostrutturaleLamezia Terme, 26 ottobre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Il confronto sul Piano strutturale comunale diventa sempre più pregnante in questa sfortunata città, l’azione sul campo è mossa da parti interessate a dare significato ad uno strumento che significato non ha. Leggiamo e rileggiamo gli articoli che appellandosi a modifiche di altezze o ad altri parametri secondari sfugge ad un’analisi dell’obiettivo che il piano e la città si deve porre.

L’idea che emerge di questa città non è ben chiara, quale sarà il futuro di questo territorio? La sua propensione è a carattere turistico-ricettivo? Sarà valorizzato il suo patrimonio storico? Si punterà sulla sua propensione commerciale? Sarà infrastrutturata per assolvere a funzioni di intermodalità, (mare-aria-terra) nell’area mediterranea, negli spostamenti di uomini e merci? Punterà sullo sviluppo e la valorizzazione delle sue risorse agricole? Ecc. ecc. Non ci pare che dal progetto venga fuori una scelta o, per caso, si può pensare che siano le proposte dei “diritti diffusi”o di pochi privati a dare una rotta di sviluppo a questo territorio? Non di meno, non crediamo che possono essere degli emendamenti a colmare i vuoti di questo strumento di pianificazione.Il consumo eccessivo di risorse irriproducibili previsto in questo Psc contraddice tutte le linee guida in campo urbanistico, comprese quelle derivanti dalle indicazioni contenute nel QTRP. È per tale ragione che consideriamo questo piano uno strumento superato, e poco importa se il contrasto al suo iter di approvazione possa essere da qualcuno ritenuto legittimo o meno, secondo noi è di sicuro legittimo affermare dei principi e dei valori dai quali non si può e non si deve prescindere.In conclusione, ci auguriamo che si apra quell'ampio e approfondito confronto politico/culturale a monte del Consiglio comunale, auspicato nella garbata polemica tra Crapis e Panedigrano, e che esso porti ad una rivisitazione dei principi e delle impostazioni di base, nelle scelte di pianificazione urbanistica ed economica, con tutte le sue ricadute in tema di tutela sociale ed ambientale, in uno sviluppo sostenibile, dove comunque è dimostrato che la tutela delle risorse ambientali e culturali, non risulta avulsa da ritorni di carattere economico a favore di tutti i cittadini, in qualità di diretti portatori di interesse, rifuggendo però dal perseguire privilegi di pochi a spese della collettività.

Antonello Cristiano
Italia Nostra
Lamezia Terme