Lamezia Terme, 22 ottobre 2013 - Riceviamo e pubblichiamo. Dimenticata la rivolta dei “boia chi molla”, Scopelliti ha messo su un asse Reggio/Catanzaro per depredare quel che resta al territorio lametino. Ma le nefandezze peggiori non osa venirle a dire di persona nel Consiglio Comunale della nostra città (a Lamezia preferisce venirci solo per inaugurazioni farlocche) e ce le fa dire a corrente alternata dai suoi fidi servitori Mancuso, Direttore generale e Catalano, Direttore sanitario dell'Asp.
Questa volta è toccato a Catalano fare le parti della “bocca della verità”. E lui,invece di pensare e parlare di come va il suo reparto di “orecchio bionico”, succoso primariato per il quale è stato trasferito con uomini e mezzi dal Policlinico Mater Domini al nostro Ospedale, ce le canta e ce le suona di ragione anche con una notevole dose di arroganza. Cosa vogliono questi campanilisti che rompono tanto nel Lametino? Si mettano l'anima in pace, perché nei Piani di rientro è previsto che l’ospedale di Lamezia “è destinato a perdere qualche pezzo e, tra le altre cose, la Terapia intensiva neonatale”. E poi quante storie! Lamezia in fondo dista da Catanzaro solo 15 chilometri (dr. Catalano, si faccia perlomeno riparare il conta chilometri!). In ogni caso il buon Catalano, come ex candidato della lista Scopelliti, ha avuto il pregio di indicare che il re è nudo. E così ora non hanno più veli a cui appigliarsi gli “internazionalisti” Franco Talarico e Mario Magno. Ad una delle più importanti delle nostre 12 domande il governatore Scopelliti, per interposto scudiero, ha risposto di sì. Verranno presto chiuse a Lamezia e portate nell'Hub di Catanzaro: Terapia intensiva neonatale, Microbiologia e virologia, Malattie Infettive, Pneumologia, che si aggiungeranno ad altri due reparti a cui sono stati sottratti i posti letto e cioè Otorinolaringoiatria e Oculistica ed all’altro reparto ove i posti letto non sono mai stati attivati e cioè Neurologia. Al nostro ospedale, come ad un nobile decaduto, resterà (ma per quanto?) solo il titolo onorifico di Spoke, ma senza sostanze. E noi, a cui non frega niente ormai di esser definiti orridi campanilisti, vorremmo sapere da questi bravi (e non sempre disinteressati) internazionalisti se a loro, che già hanno appoggiato con entusiasmo il cambio del nome al nostro aeroporto, perché non resti nemmeno traccia del riferimento a Lamezia, che non hanno alzato un dito contro una gestione deficitaria dell'aeroporto che con il soldi della Sacal promuove l'insediamento di Ryanair anche a Reggio e Crotone e che non hanno speso una parola contro la parcellizzazione in tre ambiti del territorio lametino nel nuovo Quadro territoriale regionale paesaggistico, sta bene questa ulteriore perdita dei posti letto del nostro ospedale, questa china inarrestabile del suo declassamento, questa continuo spostamento di investimenti dal lametino alla Cittadella della Salute di Catanzaro, che assorbe l’80% delle enormi risorse economiche sanitarie destinate all'area provinciale. Il dr Mancuso ed il dr. Catalano stanno svolgendo egregiamente il lavoro di carnefici della nostra sanità che gli è stato affidato. Alla fine raccoglieranno giustamente le attese ricompense. Non riusciamo ancora a capire, invece, come Franco Talarico, ancora intento a sfogliare il book fotografico di auto-celebrazione costato 140 mila euro alle nostre tasche di contribuenti e Mario Magno, tuttora impegnato a distribuire i soldi regionali per le case della salute, si attendano una qualche ricompensa dai lametini.
Nicolino Panedigrano
COMITATO SALVIAMO LA SANITÀ DEI LAMETINI
ASSOCIAZIONE I LAMETINI 2.0